A processo perchè accusato di essere pedofilo, autista di scuolabus assolto

Incubo finito per un 60enne di Cornuda, a processo con l'accusa di violenza sessuale nei confronti di una disabile mentale che al tempo dei fatti aveva 17 anni

Un'aula di tribunale

«Io signor giudice sono stato un ladro e ho pagato il mio debito con la giustizia. Ma queste cose mi fanno schifo. Credetemi, io non l'ho toccata. A me piacciono le donne, non le bambine». Aveva chiuso così la sua deposizione il 60enne di Cornuda finito a processo con l'accusa di violenza sessuale nei confronti di una disabile mentale che al tempo dei fatti aveva 17 anni. Per lui l'incubo di essere un sospetto pedofilo si è concluso nel migliore dei modi: assolto, sia pur con la formula dubitativa.

Il 60enne, che dopo aver scontato in passato una pena in carcere per furto e che svolge lavori socialmente utili come autista di scuolabus per l'associazione Anteas di Conegliano, era presente in aula. Alla lettura della sentenza è scoppiato in un pianto liberatorio abbracciando il suo difensore, l'avvocato Massimiliano Bruni. Per quei fatti, risalenti all'aprile del 2016, il pubblico ministero Mara De Donà aveva invece chiesto una condanna a un anno e otto mesi di reclusione. Era stata la ragazzina ad accusarlo di violenza. «Mi ha fatto alzare la maglietta e mi ha toccato il seno»: aveva raccontato alla madre. E subito era partita la denuncia.

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«Non è vero, io le ho dato una manata perché lei mi aveva afferrato il braccio in un momento di rabbia dato che l'avevo ripresa per il modo con cui aveva parlato al telefono con il patrigno». Circostanza questa su cui proprio il marito della madre della giovane si è contraddetto più volte mentre testimoniava nel corso dell'ultima udienza, sostenendo che la 17enne gli avrebbe raccontato della violenza proprio al telefono il giorno stesso, per poi dire che non ricordava. Un colpo non da poco all'intera ipotesi accusatoria. Le motivazioni della sentenza verranno depositate entro 90 giorni.

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