Aggressione al Mc Drive di Cornuda, sei giovani finiscono a processo

Il fatto è avvenuto il 26 dicembre del 2105. Secondo l'accusa i ragazzi hanno picchiato, minacciato e simulato un incidente al take away di un Mc Donald's

Sei giovani sono a processo per l'aggressione al Mc Drive di Cornuda

Hanno picchiato, minacciato e simulato un incidente. Tutto perchè la persona che stava dietro in coda al McDrive di Cornuda aveva suonato ripetutamente il clacson delle propria vettura per fare in modo ché si sbrigassero a effettuare le ordinazioni.

E' con queste accusa che sei giovani sono stati rinviati a giudizio con l'accusa di violenza privata, estorsione e lesioni aggravate. Si tratta di Alex Fasan, 25enne di Caerano San Marco, del marocchino Mustapha Mazouz, anche lui 25enne di Montebelluna, di Bedet Ajeti, un 24enne di origine serba di Caerano San Marco, del moldavo Cristian Teordei, 23enne di Montebbellun e El Mahdi Ezzaahiri, 23enne di origine nord africana residente a Caerano così come il 25enne marocchino Eddine Badr Hargal. Il processo nei loro confronti avrà inizio nel giugno del 2021

Il fatto è avvenuto il 26 dicembre del 2105. Il giorno di Santo Stefano, secondo l'accusa, A.B., 34enne di Montebelluna, si trovava accodato ai sei giovani per prendere delle ordinazioni al fast food take away.  Il 36enne suona ripetutamente il clacson perchè accellerino le operazioni ma in tutto risposta in quattro scendono dall'auto e approfittando del finestrino della macchina aperto gli sferrano un violento pugno sul viso, poi lo afferrano e lo trascinano fuori, picchiandolo nuovamente, provocando al malcapitato un trauma facciale, la frattura della piramide nasale e un problema alla sede temporo-mandibolare sinistra.

La brutta esperienza per il 36enne montebellunese non finisce qui. Ad un certo punto la macchina con all'interno i sei esce di scatto dal parcheggio e va a sbattere contro la Fiati Punto con alla guida A.B. «Non la passi liscia testa di ca... - gli ringhiano contro - chi credi di essere per andare a mangiare senza aver sistemato le cose". E volano ancora altri pugni, sberle, calcioni e spinte. Alla vittima, infatti, i sei pretendono di addebitare i danni riportati dalla loro auto. «Devi pagarmi i danni - dice il giovane che era al volante - sono 100 euro, non credere di nasconderti qui dentro altrimenti ti facciamo passare guai....ti aggiustiamo noi" gli intimano, come se la manovra fosse dipesa da lui. Volano parole grosse fino a quando A.B. non riesce a liberarsi dall'assedio. Prende la macchina e si dirige subito a fare la denuncia alla stazione dei carabinieri.

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