Psicosi da Coronavirus, è assalto ai supermercati: deve intervenire la polizia

Dopo il decreto emesso nella notte dal Governo, con la previsione di un blocco totale per gli spostamenti nelle province di Treviso, Venezia e Padova, è già una domenica di lunghe code per fare la spesa

La coda all'esterno dell'IperLando di Treviso

Hanno aperto tra le 8 e le 9 e si sono riempiti subito. Da domenica mattina è letteralmente un assalto ai grandi supermercati di Treviso (primi su tutti gli IperLando di Preganziol e quello sulla Feltrina a Treviso, tanto che è dovuta persino intervenire una volante per cercare di capire come scaglionare gli ingressi onde evitare un eccessivo assembramento di persone in tutta l'area), per una giornata storica, evidentemente non una domenica qualsiasi. "Stiamo un po' a distanza" è la frase che si sente pronunciare tra le persone in coda nelle corsie e fino ai piazzali esterni alle strutture. Non è quindi un 8 marzo normale e i trevigiani prendono così le misure al nuovo decreto, iniziando a fare la spesa con le mascherine o coprendosi in qualche modo il viso, con un solo carrello ma riempiendolo per bene. Ma sarà una lunga giornata, come ben sanno i lavoratori dei supermercati. Parcheggi pieni e code alle casse sono previsti per tutta la giornata, questo perché i cittadini hanno iniziato a far incetta di prodotti di prima necessità in alcuni dei più frequentati market della grande distribuzione (sono aperti solo i supermercati, mentre rimangono chiusi i negozi interni). Al momento non si registrano invece grandi afflussi di veicoli in entrata e uscita ai due caselli autostradali, mentre la stazione ferroviaria rimane deserta. Ricordiamo, inoltre, che il Decreto sul contenimento del Coronavirus prevede la chiusura nei giorni festivi e prefestivi dei centri commerciali, supermercati, medie strutture di vendita e mercati, la chiusura di bar e ristoranti dopo le 18 e comunque durante l'apertura dovranno tutti garantire le adeguate distanze (1 metro) tra una persona e l'altra. La finalità di queste norme, infatti, è quella di ridurre il più possibile la vita sociale e dunque l'espansione del virus.

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