Allarme Coronavirus, Ulss 2 pronta a riaprire il vecchio ospedale di Valdobbiadene

Il direttore generale dell'Ulss 2, Benazzi: «Pronti a riaprire il Guicciardini nel caso la Regione ce lo chiedesse. Nel frattempo chiedo ai medici in congedo di rientrare in corsia per aiutarci»

Non si ferma la pandemia di Coronavirus nella Marca. Anche nella giornata di venerdì un uomo di 74 anni è deceduto a causa del Covid-19 all'ospedale Ca' Foncello di Treviso. Ma i numeri sono in aumento in tutto il Veneto, ora dopo ora, tanto che se vengono mantenuti gli attuali ritmi di contagio, già questa domenica «nei reparti di terapia intensiva non ci sarà più un posto libero» e nel giro di un mese «i contagiati saranno due milioni» ha affermato in mattinata il Governatore del Veneto, Luca Zaia. Proprio per questo motivo la Regione Veneto è pronta a riaprire gli ospedali dismessi di Monselice (PD) e Valdobbiadene, ma solo nel caso l'emergenza da Coronavirus sia tale da mandare completamente in tilt i vari ospedali regionali.

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«Siamo in attesa di notizie più precise da parte della Regione - afferma ai nostri microfoni Francesco Benazzi, Direttore Generale dell'Ulss 2 Marca trevigiana - ma come azienda sanitaria siamo pronti a riaprire la vecchia struttura del Guicciardini di Valdobbiadene ormai ferma dal 1999. Chiaramente dovranno essere fatti dei lavori di adeguamento, ma ovviamente non ci tiriamo indietro in una situazione difficile come quella che stiamo vivendo. Una pandemia che richiede l'aiuto di tutti e per questo faccio un appello a tutti i medici in congedo, ossia di rientrare quanto prima in corsia per dare una mano ai colleghi ormai stremati da giorni di intenso lavoro. Abbiamo già avuto la disponibilità teorica di 15 colleghi che dovrebbero prendere posto già dalla prossima settimana, ma speriamo il numero aumenti considerevolmente. Nel frattempo andiamo avanti come sempre fatto, ma ripeto, abbiamo urgente necessità di medici, infermieri e operatori socio-sanitari».

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