Coronavirus a Santa Lucia di Piave: morto un 88enne, il sindaco chiude parchi e cimiteri

A perdere la vita è l'imprenditore 88enne Pietro Cadel. Il primo cittadino, Riccardo Szumski: «Invito tutti i cittadini a rispettare le limitazioni vigenti evitando peraltro ogni eccesso, in ogni senso»

Pietro Cadel

Il Coronavirus miete un'altra vittima. Per il comune di Santa Lucia di piave si tratta del primo decesso registrato per il Covid-19. A perdere la vita è l'88enne imprenditore Pietro Cadel, fondatore dell'omonima azienda artigiana, produttrice di cucine e stufe a legno, con sede in via Dante. L'uomo è deceduto nelle ultime ore a causa proprio del virus che sul territorio comunale ha portato già a 3 il conteggio del contagi totali.

Grande uomo, Cadel ha cominciato sin da piccolo a lavorare prima assieme ai fratelli e poi da solo, arrivando infine a fondare la Cadel Pietro snc che tanti ora conoscono grazie alla sua produzione di cucine e stufe a legna, azienda alla quale ha dato tutta la sua vita e che lascia ora alla figlia. Una vita dedicata al lavoro quindi, senza però mai perdere di vista i veri valori e soprattutto ciò che è più importante, ossia la famiglia. L'88enne, che era contraddistinto dall'umiltà e dalla bontà d'animo, era una persona sempre pronta ad aiutare chi sapeva essere in difficoltà. Lascia nel dolore la moglie, la figlia e gli adorati nipoti.

I PROVVEDIMENTI DEL SINDACO SZUMSKI

A seguito del decesso di Pietro Cadel e del contagio di altri tre cittadini, nelle ultime ore il sindaco Riccardo Szumski si è subito mosso con alcuni provvedimenti d'urgenza. «Ho aperto il COC (Centrale Operativa Comunale della Protezione civile ) al fine di disporre di tutte le risorse necessarie per essere di supporto alla cittadinanza, soprattutto in riferimento ai volontari che andremo ora ad utilizzare anche per la distribuzione delle mascherine così come deciso dalla Regione Veneto mercoledì mattina - dichiara il primo cittadino di Santa Lucia di Piave - Nel frattempo, però, abbiamo purtroppo avuto anche noi la prima vittima da Coronavirus a cui va una preghiera. Invito quindi caldamente tutti i cittadini a rispettare indicazioni ed obblighi come previsti da decreti ed ordinanze del momento. Se dovete uscire di casa per delle necessità, uscite una sola volta e cercate di acquistare quello che vi serve per più giorni. Comprendo che non sia facile, ma non lo è per nessuno. "Più che mai duri ai banchi!"».

«Da martedì sera siamo saliti a tre contagiati ufficiali sul territorio ed altri purtroppo si aggiungeranno. Inoltre, vista la difficoltà per molti di capire la limitazioni delle aggregazioni in qualsiasi luogo, ed anche dei propri figli con quelli degli altri, da mercoledì ho deciso di chiudere con ordinanza l'accesso ai parchi (ad esempio quello in centro città e quello presente nella frazione di Bocca di Strada, ndr) e ai cimiteri - sbotta il sindaco Szumski ai nostri microfoni - Ci vediamo infatti costretti, anche come autorità sanitaria locale, a ricordare a tutti che in questo periodo chiunque abbia febbricola o stanchezza immotivata è un possibile contagiato di Coronavirus. Pertanto deve auto isolarsi, contattare il medico e seguirne le indicazioni. Anche i contatti interfamiliari in tal caso vanno ridotti, in particolare niente bambini dai nonni se possibile. Ricordatevi poi di avere sempre le mascherine addosso e di disinfettare le mani ed altro di uso promiscuo. "Speren che vee capì...ripeto, "duri ai banchi, no de conprendonio"...Invito infine tutti voi a rispettare le limitazioni vigenti evitando peraltro ogni eccesso, in ogni senso. Andiamo avanti insieme che un'altro giorno è trascorso».

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