Coronavirus, le Regioni scrivono al premier Conte. Zaia: «Riaprire tutto dal 18 maggio»

Il governatore: «La soluzione è delegare alle Regioni sul tema delle riaperture, qui in Veneto le curve sono tutte in calo». Nel frattempo, i pulcini nati a Marghera andranno al Cerletti

«Sta andando bene e il merito è dei veneti che hanno fatto sacrifici in questi due mesi, continuiamo ad avere il calo sia sulle terapie intensive che sugli isolamenti e sui ricoveri, ovviamente il tema della mortalità pesa anche in Veneto, resta solo la grande preoccupazione di chiedere ai veneti di usare i dispositivi, perché se si abbassa la guardia in questa fase finisce che tra venti giorni nessuno li avrà più e si gioca con la morte, perché finché c'è il virus c'è la possibilità di infettarsi e anche di far infettare gli altri», così il presidente del Veneto Luca Zaia ha inaugurato il suo consueto punto stampa di oggi, domenica 10 maggio, dedicato all'emergenza Coronavirus.

Il governatore ha quindi ribadito il suo appello «ad utilizzare i dispositivi», spiegando che purtroppo in tutto questo non aiuta affatto il «complottismo che circola in rete, dal dire che il virus sia un'invenzione degli Stati piuttosto che si faccia tutto per far vendere farmaci, io dico solo che bisogna avere rispetto per i morti, noi abbiamo più di 1.600 morti e la vera battaglia che abbiamo fatto è stata quella di garantire le cure a tutte le persone».

Zaia ha poi affrontato il tema della crisi economica: «Noi come governatori abbiamo sottolineato la difficoltà a comprendere, a fronte anche dei dati, come alcune chiusure possano ancora permanere alcune settimane. Noi pensiamo che il primo di giugno sia un'era glaciale, sia troppo tempo. Fatte salve le indicazioni dei parametri dati dalla comunità scientifica, ma noi pensiamo che il 18 maggio sia la data per l'apertura di tutti quei servizi alla persona, dai parrucchieri ai barbieri, estetiste, massaggiatori, ma anche le attività commerciali che ancora sono chiuse, dai negozi per l'abbigliamento e tutti gli altri, i centri sportivi, le palestre e, infine, i bar e ristoranti. La Regione Veneto chiede che si apra tutto dal 18, con senso di responsabilità e fatti salvi i parametri della comunità scientifica».

E sulle dichiarazioni avanzate sabato dallo stesso governatore sulla natura del virus ha voluto precisare quelle che sono le teorie avanzate sino ad oggi: «Il coronavirus se ne va automaticamente, forse l'effetto della temperatura (non condivisa da tutti) che con il caldo si inattiva, si spompa da solo, questo quanto è emerso sino ad oggi così come esiste un'altra corrente di pensiero (espressa dal premio Nobel 2008 Montagnier) mi dice che è probabile che qualcuno abbia tentato di produrre il vaccino dell'Aids come veicolo e ne sia nato invece il Covid-19». Infine, per quanto riguarda i pulcini nati a Marghera, Zaia ha dichiarato che questi andranno all'Istituto enologico Cerletti di Conegliano dove entreranno a far parte dell "Fattoria didattica" della scuola, vivendo quindi in un recinto all'aperto.

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