Cronaca

Corruzione alla Guardia di Finanza: militari e imprenditore tornano in libertà

Il gip, al termine dell'interrogatorio di garanzia, ha revocato la misura di custodia cautelare per la mancanza dei gravi indizi di colpevolezza a carico dei tre indagati

TREVISO Tutti liberi per mancanza di gravi indizi di colpevolezza. E' la decisione presa dal gip Angelo Mascolo nei confronti del capitano della Guardia di Finanza di Treviso Stefano Arrighi, del luogotenente Biagio Freni e dell'imprenditore di Ponte di Piave Andrea Ongetta.

I tre, indagati per concorso in corruzione, hanno risposto alle domande del gip inquadrando la vicenda contestata. Non ci sarebbe stata nessuna corruzione, ma soltanto l'accettazione di un regalo, consistente nei due orologi Iwc da 5.650 euro ciascuno.

La Procura di Treviso, in base agli elementi raccolti che hanno portato all'emissione dell'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per tutti e tre gli indagati, ha già annunciato che presenterà ricorso in appello contro la decisione del giudice.

Soddisfatti i legali dei tre indagati che hanno ammesso come sia stato giudicato in maniera positiva il primo passo di un'indagine che si protrarrà nei mesi. Di certo c'è che i due orologi sono stati ceduti dall'imprenditore e accettati dai finanzieri, circostanza che aldilà delle valutazioni a livello penale porterà a delle sanzioni interne a livello disciplinare che al massimo potranno consistere nella rimozione del grado.

In altre parole, se giudicati colpevoli, i due finanzieri torneranno a percepire lo stipendio base rimanendo comunque dipendenti pubblici assunti nel corpo della Gdf.

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