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Cronaca Centro / Corso del Popolo

"La domenica non si vende": commesse in corteo tra i negozi

Un corteo rumoroso e colorato ha disturbato, domenica, lo shopping domenicale dei trevigiani del centro storico. A protestare contro la liberalizzazione delle aperture dei negozi le commesse e i commessi dei centri commerciali

In centinaia hanno sfilato oggi tra le vie dello shopping trevigiano, armate di fischietti, cartelli e striscioni. Sono le commesse e i commessi dei centri commerciali della zona, riuniti nel gruppo "Domenica no grazie Veneto" contro la liberalizzazione delle aperture.

DOMENICA NO GRAZIE - Il serpentone colorato e rumoroso è partito da Ponte San Martino, percorrendo Corso del Popolo, fino a raggiungere piazza dei Signori e piazza Carducci, soffermandosi davanti ai negozi aperti, invitando i passanti a disertare lo shopping domenicale.

"La domenica svuotiamo i carrelli e riempiamo i cervelli", uno degli slogan dei manifestanti. La domenica, spiegano le commesse e i commessi scortati da figli e parenti, è l'unico giorno in cui ci si può dedicare completamente alla vita privata e agli affetti familiari.

E CHI IL LAVORO NON CE L'HA? - Divisa l'opinione dei passanti che hanno assistito, chi incuriosito chi seccato, al passaggio del corteo. Non tutti hanno condiviso l'iniziativa, borbottando che, in questo periodo di crisi, bisogna ritenersi fortunati ad avere un lavoro, senza lamentarsi. Ma c'è stato anche chi si è detto d'accordo con le commesse e i commessi: la domenica è sacra e va passata in famiglia.

BUGIE - A chi fa notare che nel resto d'Europa gli orari dei negozi sono liberalizzati da tempo, i manifestanti rispondono che negli altri Paesi viene comunque rispettata la chiusura domenicale.

"Domenica no grazie Veneto" sostiene inoltre che l'apertura nei giorni festivi non comporti alcun aumento nelle vendite, bensì un calo di quelle settimanali e che, anzi, i maggiori costi fissi dei negozi abbia ricadute negative sui prezzi dei prodotti e, quindi, sulle tasche dei consumatori.

Corteo Parenti domenica no grazie in centro

"Rispettare il riposo domenicale - sostengono i commessi di "Domenica no grazie Veneto" - significa contribuire sul serio allo sviluppo del nostro Paese, puntando al bene comune e creando un mercato sano ed equilibrato, basato su una società equa e solidale, che consente alle persone di lavorare pur sostenendo l'impegno dei figli, della famiglia e quello della propria attività commerciale".

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