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Morto in cantina, aperta un'inchiesta. Spisal, in arrivo altri 15 ispettori: «Le aziende vanno formate»

Mercoledì la tragedia alla Corvezzo vinery di Cessalto. Dritan Mecaj, operaio albanese di 43 anni, è morto asfissiato in una cisterna in acciaio. Il direttore generale dell'Uls 2, Francesco Benazzi, ha annunciato che il numero dei tecnici passerà da 30 a 45

Ieri, 15 dicembre, il sindaco di Cessalto Emanuele Crosato ha portato ai famigliari di di Dritan Mecaj il cordoglio di tutta la comunità dopo la tragedia sul lavoro costata la vita all'operaio. Sull'ennesima morte bianca la Procura di Treviso ha aperto un fascicolo d'inchiesta, per ora senza indagati e con l'ipotesi di reato di omicidio colposo, sull'incidente avvenuto all'interno dell'azienda vitivinicola Corvezzo Winery di Cessalto. L'uomo, di origini albanesi e nella Marca fin dal 1992, sposato e padre di un figlioletto di appena 11 anni, è morto per asfissia a causa delle esalazioni di alcuni residui di vino presenti all'interno di una cisterna di acciaio in autoclave. A svolgere gli accertamenti del caso sono stati gli ispettori del nucleo Spisal. Ieri l'Uls 2 ha intanto annunciato che entro il 2023 ci saranno 15 nuove assunzioni proprio in questo settore così delicato: in questo modo l'organico potrebbe contare di 45 operatori rispetto ai 30 attualmente in organico. «La nostra idea non è solo sanzionare ma accompagnare l'impresa» ha spiegato ieri il dg Francesco Benazzi «per noi è fondamentale, dobbiamo spiegare quali sono le cose da fare per evitare anche il minimo rischio».

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