Famiglie in crisi per il Covid e a rischio sfratto: vertice in Prefettura

Giovedì 23 luglio a Treviso si è tenuto l'ultimo incontro dedicato ai temi caldi legati all'emergenza Coronavirus nella Marca. Ipotesi orari differenziati per il rientro a scuola

Il Prefetto di Treviso, Maria Rosaria Laganà

Si è svolta giovedì mattina, 23 luglio in Prefettura a Treviso una riunione dedicata alle misure di prevenzione del contagio da Covid-19 in vista dell’apertura, da settembre, del nuovo anno scolastico.

Durante l'incontro il direttore di Ater (Azienda territoriale per l'edilizia residenziale della provincia di Treviso) e alcuni suoi stretti collaboratori, hanno portato alla luce il problema del disagio abitativo in provincia di Treviso. Dopo l'emergenza da Covid-19 il numero di richieste di aiuto ai comuni da parte famiglie che faticano a pagare l’affitto o le rate del mutuo o che si trovano già in emergenza abitativa a causa di uno sfratto esecutivo, è aumentato in modo significativo. La paura è che con l'arrivo dell’autunno, quando saranno più visibili le conseguenze economiche della pandemia, la situazione possa ulteriormente aggravarsi. I sindaci presenti all'incontro hanno evidenziato che già ora i Comuni non riescono a soddisfare tutte le richieste a causa della scarsa disponibilità di risorse. Se il numero di famiglie a rischio sfratto dovesse aumentare, l’attuale disponibilità di alloggi di edilizia residenziale pubblica non sarebbe più sufficiente né potrebbe farlo, al posto dei Comuni, l'Ater, i cui bilanci sono messi a dura prova sia a causa del numero, decisamente in aumento, dei casi di morosità, sia dalla vetustà del patrimonio immobiliare, costituito in gran parte da abitazioni che, anche se liberate dagli inquilini, necessitano di costi elevatissimi per la loro messa a norma, solo parte dei quali trova copertura dall’incasso dei canoni di locazione. La situazione sta destando particolare preoccupazione tanto che alcuni Comuni e l’Ater hanno intensificato i loro già consolidati rapporti di collaborazione per rispondere al bisogno delle famiglie in difficoltà e di quelle a rischio fragilità (famiglie con anziani, giovani coppie con situazioni di lavoro precario, famiglie con disabili). Il dato positivo emerso è che, al momento, in provincia di Treviso è completamente assente il fenomeno delle occupazioni abusive.

Alla riunione sono stati invitati il sindaco Mario Conte, in qualità di presidente Anci Veneto, il presidente della Provincia, i presidenti dei comitati dei sindaci dei distretti di Treviso, Pieve di Soligo ed Asolo, e il direttore dell'Ufficio scolastico provinciale. Il quadro delineato è stato sostanzialmente positivo. Per quanto riguarda il tema degli spazi nelle scuole restano da risolvere i nodi delle risorse e del personale per supportare la nuova e più complessa organizzazione scolastica. Grazie ai nuovi standard organizzativi e logistici già adottati, in quasi tutti gli istituti della provincia di Treviso sarà assicurata la ripresa dell’attività didattica in presenza. Non mancano però le incognite, legate all’andamento ancora non prevedibile della pandemia: un focus particolare è stato dedicato ai problemi del trasporto scolastico, delle mense e a quello delle palestre che appaiono connotati ancora da molte incertezze. Il nodo del trasporto scolastico è sicuramente cruciale il più critico in vista della ripresa dell’anno scolastico, alla luce delle attuali norme anti Covid-19 che impongono sui mezzi di trasporto una capienza di passeggeri/studenti ridotta del 40%. La Provincia spera in nuove regole sull'occupazione dei posti e l’individuazione di ulteriori risorse per garantire agli studenti un servizio adeguato e sicuro. In fase di studio l'ipotesi di scaglionare gli ingressi e le uscite degli studenti secondo due fasce orarie (alle ore 8 e alle 9 e alle ore 12 e 13), da coordinare con un nuovo piano dei trasporti a livello provinciale. Per mense e palestre il problema emergente è, prevalentemente, quello dato dal considerevole aumento degli costi di gestione che derivano dalle ripetute attività di sanificazione e igienizzazione a cui i locali, gli arredi e le suppellettili devono essere continuamente sottoposti. L’incontro di giovedì 23 luglio è stato l’ultimo, al momento, di un ciclo che ha visto la partecipazione di diversi soggetti, istituzionali e non, coinvolti a vario titolo nella ricognizione degli effetti negativi sul piano economico e sociale del Covid.

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