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Ciclismo: morto Cipriano Chemello, campione del mondo e bronzo olimpico

Professionista dal 1969 al 1973, fu medaglia di bronzo nell'inseguimento a squadre ai Giochi olimpici di Città del Messico 1968. Obbligato a lavorare sin da giovanissimo per diventare tecnico elettricista meccanico, si dedica al ciclismo, che lo vedrà due volte campione del mondo su pista

CRESPANO DEL GRAPPA Lutto nel mondo del ciclismo per la morte di Cipriano Chemello, 71 anni. Nato a Crespano del Grappa ma residente da decenni a Romano d'Ezzelino, fu due volte campione del mondo su pista nel 1966 e nel 1968, e bronzo alle olimpiadi del Messico del '68. 

CHI E' Esordiente nel 1961 con la società U:S: Angarano con la guida del tecnico Danilo Mocellin. Passa poi al V.C. Bassano 1892 a partire dal 1963.

Nel 65 vince l'argento iridato nella specialità dell'inseguimento a squadre. Inseguitore e passista tra i dilettanti ottiene grandi risultati. Nel 1966 con l'assistenza del tecnico Guido Costa, a Francoforte diventa per la prima volta campione del mondo nella specialità dell'inseguimento a squadre con Castello,Pancino e Roncaglia, tempo di 4'30''51. Sbaglia con il quartetto azzurro, per un errore tecnico, la medaglia olimpica ai mondiali di Città del Messico, in cui trionfano i tedeschi, ma con la vittoria al mondiale a Montevideo nel 68 si riscattano battendo i tedeschi stessi; la squadra vincente è composta da Chemello, Bosisio, Morbiato e Roncaglia. Negli stessi campionati è 5° nell'inseguimento individuale.

Nel 67 è campione italiano inseguimento individuale. Lo stesso anno conquista l'argento nell'inseguimento a squadre ed è primatista mondiale con il tempo di 4'48''89. Passa professionista nel 1969 (69-75) con la Salvarani di Gimondi, Motta, Baltimamion, Altig e vince una tappa della Parigi -Nizza nel 70. Da ricordare anche due vittorie alla Settimana Catalana, la partecipazione al Giro del Belgio, al Giro d'Italia ed al Tour de France. Inizia a lamentare dei disturbi fisici, ma continua a correre e il 1973 è uno degli anni più felici e vittoriosi. Delude quanto nel 1972 torna in pista con solo il 3º posto del campionato italiano mezzofondo, si fa comunque apprezzare come seigiornista. I problemi fisici lo costringono a sottoporsi a vari interventi chirurgici ad abbandonare il ciclismo professionistico, ma non lo allontanano dal ciclismo.


Per anni ha ricoperto la carica di tecnico della pista di Bassano Del Grappa fino ad accettare la carica di tecnico regionale con la quale ha portato la delegazione pista veneta a numerosi successi a livello italiano. Molti sono i ragazzi che ne parlano sorridendo e molti sono i titoli italiani approdati in veneto grazie a lui. (Wikipedia)

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