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Cup dell'ospedale Ca' Foncello, FP Cgil: “Servono garanzie per i lavoratori”

Marta Casarin: "Le aziende hanno confermato gli esuberi. Di contro, il direttore generale dell'Ulss 2 ha garantito in una recente riunione coi lavoratori del servizio che nessuno avrebbe perso il lavoro"

TREVISO Situazione sempre più incerta per i lavoratori e le lavoratrici del Call Center Cup dell’Ospedale: da una parte gli esuberi confermati dalle aziende subentranti, dall’altra le rassicurazioni del direttore generale dell’Ulss 2. La FP Cgil lancia allora un appello perché si faccia chiarezza. “La questione del nuovo appalto del Call Center dell’Ospedale sembra assumere contorni sempre più preoccupanti per le lavoratrici – spiega Marta Casarin della Funzione Pubblica CGIL – perché c’è un completo scollamento tra quanto viene affermato dalle aziende subentranti, rispetto alle rassicurazioni sinora fornite dal direttore generale dell’Ulss 2 Benazzi. Ricordo che si tratta di un appalto che doveva chiudersi a fine 2014 e che, per i noti ricorsi, si è protratto sino a dicembre 2016 con la nuova ATI (della quale fanno parte 5 aziende) che entrerà in carico il 1 aprile.

Già in sede di bando avevamo denunciato che le ore di lavoro non coprivano nemmeno quelle svolte al 31/12/2014, con un esubero stimato di 31 persone a tempo pieno. Al 31.12.2016 invece la copertura porta a un esubero di 62 dipendenti a tempo pieno, quasi tutte donne. Eravamo stati rassicurati sul fatto che nessuno avrebbe perso il posto di lavoro. Ma la settimana scorsa, in un incontro ufficiale con le aziende subentranti, gli incubi si sono materializzati, in quanto le aziende hanno confermato gli esuberi. Di contro, il direttore generale dell’Ulss 2 ha garantito in una recente riunione coi lavoratori del servizio,  che nessuno avrebbe perso il lavoro. 

Dove sta, dunque, la verità? Non è il caso di giocare con la sorte dei dipendenti e delle loro famiglie. Quali garanzie ci sono per i lavoratori e le lavoratrici se gli esuberi saranno confermati? Inoltre, come si potrà continuare a offrire un servizio di qualità per i cittadini se la forbice continua a tagliare ore e risorse? Chiediamo allora a tutte le parti in causa uno sforzo, al fine di mantenere gli attuali livelli occupazionali. Da oggi si apre una difficile vertenza che deve vedere tutti impegnati in una risoluzione condivisa dei problemi, aziende da una parte e Ulss 2 dall’altra: nessuna lavoratrice e nessun lavoratore deve rimanere escluso e non possono venire meno servizi per i cittadini”.

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