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A Treviso uno su 50 soffre di demenza: pronto un nuovo piano

Il Nuovo Piano individua gli obiettivi e una serie di "azioni" per realizzare una presa in carico adeguata del paziente con demenza

TREVISO - Nel territorio dell’Azienda Ulss 9 si stimano circa 8300 pazienti con demenza, (all’incirca 1 ogni 50 residenti) con circa 1200 nuovi casi ogni anno. In tutta Italia, oggi, se ne contano almeno 1 milione e 200.000, con 150.000 nuovi casi all’ anno. Si stima che circa 25 mila familiari-caregivers siano coinvolti nell’assistenza a questi malati solo nel territorio dell’Ulss 9. Numeri che sottolineano l’importanza del Nuovo Piano Nazionale per le demenze, approvato dalla Conferenza Stato Regioni il 30 ottobre. Il documento sarà presentato lunedì 24 Novembre 2014 alle ore 14.30, al convegno “Nuovo Piano Nazionale per le demenze: non solo farmaci ma una pluralità di servizi in rete a favore dei pazienti” presso la Sala Convegni dell'Ospedale Cà Foncello di Treviso a cura del Prof. Nicola Vanacore del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute dell'Istituto Superiore di Sanità.

“La malattia di Alzheimer è la forma di demenza più diffusa (più del 60%) e ne soffrono almeno 700.000 persone, di cui più dell’85% totalmente a carico della famiglia - spiega Maurizio Gallucci, responsabile dell’Unità Operativa Disturbi cognitivi e della memoria dell’Azienda Ulss 9 -; si stimano complessivamente di media tre persone che sono a vario grado coinvolte nell’assistenza di ogni malato. Si calcola che i costi complessivi in Italia per le demenze assommano a circa 12 miliardi di euro annui e di questi più di 6 miliardi per la sola malattia di Alzheimer. Nel territorio dell’Azienda Ulss 9 si stimano circa 8300 pazienti con demenza, all’incirca 1 ogni 50 residenti con circa 1200 nuovi casi ogni anno. Il 60% di questi casi è attribuibile alla malattia di Alzheimer. Si stima che circa 25 mila familiari-caregivers siano coinvolti nell’assistenza a questi malati nel territorio dell’Ulss 9”.

A queste cifre vanno aggiunte le persone con decadimento cognitivo lieve. Non sono considerati pazienti ma hanno un rischio del 10 per cento/anno di diventarlo. Su di essi si concentra l’attenzione della comunità medica in tutto il mondo per prevenire il peggioramento soprattutto con la promozione di sani stili di vita, attività culturali, socializzazione e dieta mediterranea, astensione dal fumo e da quantità eccessive di alcool. “Il Nuovo Piano – conclude Gallucci - individua gli obiettivi principali e una serie di "azioni" per realizzare finalmente una presa in carico adeguata e appropriata del paziente con demenza, a partire dalla valorizzazione di ciò che è stato realizzato fino ad oggi in Italia con le Unità Valutative Alzheimer . Gli obiettivi principali sono 4: interventi e misure di Politica sanitaria e sociosanitaria; creazione di una rete integrata per le demenze; implementazione di strategie e interventi per l'appropriatezza delle cure; aumento della consapevolezza e riduzione dello stigma. Le azioni specifiche: dalle strategie di prevenzione alla promozione della ricerca in ambito di sanità pubblica; dalla realizzazione di un flusso informativo sulle demenze all'individuazione dei servizi appropriati; dalla messa in rete delle professionalità necessarie alla condivisione e potenziamento dei Percorsi diagnostico terapeutici assistenziali. Lunedì è un’occasione per approfondire”,

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