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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca Santa Bona / Via Lancieri di Novara

Inquinamento, in miglioramento i valori di Pm10 in Veneto nel 2013

La concentrazione di Pm10 nell'aria sta segnando un trend decrescente, Assessore Conte: "Segno che le azioni intraprese hanno avuto effetto". Ma aumentano gli "inquinanti della crisi".

TREVISO - Migliora la qualità dell'aria in Veneto. Secondo i dati diffusi dall’Osservatorio aria dell’Arpav in occasione del periodico incontro a Venezia del Comitato di indirizzo e sorveglianza composto dalle Province, Comuni capoluogo, Direzioni Ambiente e Prevenzione della Regione, nel 2013 il limite di legge della media annuale per il Pm10 è stato rispettato su tutto il territorio regionale, per la prima volta da quando esistono i monitoraggi.

“Nonostante gli sforamenti dei limiti di legge, per il Pm10 negli ultimi dieci anni si è osservato un trend in diminuzione, segno che le azioni intraprese hanno avuto effetto - ha sottolineato l’assessore regionale all’ambiente, Maurizio Conte - e il dato positivo relativo al 2013 nel suo complesso lo conferma. Di questo si tiene conto anche nel nuovo Piano di Tutela e Risanamento dell’Atmosfera, giunto al termine della fase della consultazione pubblica e della procedura di Valutazione Ambientale Strategica”.

L’assessore ha aggiunto che la rete regionale di sorveglianza alle polveri sottili Pm10, alle polveri fini Pm2,5 e all’ozono, da qualche anno si sono aggiunti altri “osservati speciali” come il benzo(a)pirene generato dalla combustione di biomasse, vale a dire legna e pellet.

Dai dati Arpav relativi al 2013 emerge che le medie di benzo(a)pirene sono pari o superano il valore obiettivo annuale di 1 microgrammo al metro cubo in buona parte delle stazioni di rilevamento, eccezion fatta per quelle delle province di Rovigo e Verona, con un picco di 2,3 microgrammi nell’area feltrina (BL).

E’ l’inquinante della crisi – ha osservato Conte – e lo si sta registrando in tutte le realtà del bacino padano. Pellet e legna costano meno del metano ma l’incremento della loro utilizzazione va a scapito della qualità dell’aria che respiriamo. E proprio per promuovere il corretto uso dei biocombustibili legnosi a scala domestica attraverso campagne informative e contribuire a contenere l’impatto ambientale dovuto all’utilizzo delle biomasse la Regione ha appena approvato uno specifico Protocollo d’Intesa con l’Associazione Italiana Energie Agroforestali – AIEL. In generale, per la qualità dell’aria resta fondamentale l’accordo intergovernativo firmato dalle Regioni (Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna; Val d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Provincia di Trento) e dai Ministeri dell’Ambiente, dello Sviluppo Economico, dei Trasporti”.

L’accordo prevede misure specifiche, alcune delle quali prioritarie e di breve termine, con l’assegnazione di risorse per la qualità dell’aria nel bacino padano e il riconoscimento della sua specificità affinché venga correttamente rappresentato in sede europeae ottenga un contributo straordinario in termini di risorse per interventi infrastrutturali nei diversi settori emissivi, che vanno dal riscaldamento, ai trasporti, dal settore energetico all’agricoltura.

TREVISO - Per quanto riguarda la provincia di Treviso, tutte le tre centraline di rilevazione di Pm10 hanno registrato un valore medio annuale inferiore alla soglia limite di 40 microgrammi per metro cubo: 34 microgrammi nel capoluogo (via Lancieri), 29 a Mansuè e 25 microgrammi al metro cubo a Conegliano.

Il dato di Treviso, tuttavia, è tra i più alti rilevati nelle sette province venete, il quarto più elevato insieme a quello di Mandria (PD) e dopo quelli del Quartiere Italia a Vicenza (37 microgrammi per metro cubo), San Bonifacio (VR) (36), Legnago (VR) e Santa Giustina in Colle (PD) (35).

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