Cronaca Farra di Soligo

La denuncia di Paolo, i trattamenti fitosanitari ai vigneti sono tossici

Paolo scrive una lettera per contestare il trattamento delle piante nelle colline del Prosecco, secondo lui potrebbero causerebbero gravi malattie

“Vivo ai piedi delle colline della pedemontana trevigiana, una zona tanto incantevole quanto invivibile. È un territorio in cui da sempre esistono le vigne in collina coltivate a Prosecco e i campi in pianura coltivati a mais. Ora, da quasi 10 anni, con l'estensione della zona DOC a tutta la pianura, hanno piantato vigneti ovunque, anche in zone molto umide dove la lotta alla peronospora, malattia che colpisce le piante, impone pesanti trattamenti con pesticidi spesso tossici”, inizia così la denuncia di Paolo nei confronti delle soluzioni adottate per curare le piante ma, secondo le sue ricerche, i trattamenti potrebbero provocare infezioni e irritazioni nella popolazione, anche se nessuna conferma circa la correlazione tra le due cose è mai emersa.

Sono in molti ad avere mal di gola, tachicardia e asma. Guardo avanti pensando a quale sarà il nostro futuro, dopo aver perso nell'ultimo anno mia madre, mia suocera e la mia prozia, tutte a causa del cancro: casualità?” scrive.  

L’Ulss 7 ha riscontrato negli ultimi tre anni un aumento dei malati oncologici, da uno ogni 22 abitanti nel 2009 a uno ogni 18.5 nel 2012, ma si tratta di dati generici che non avrebbero niente a che fare con i trattamenti. Nessun allarme è mai stato diffuso, infatti, dalle istituzioni sanitarie locali.

Ho constatato che ci sono più di 6 mila studi in cui viene stabilita la correlazione fra pesticidi e cancro: i pesticidi sono spesso i responsabili di disfunzioni ormonali alla tiroide, sviluppo puberale precoce, diminuzione della fertilità maschile, aumento degli aborti, disturbi autoimmuni, deficit cognitivi, iperattività, patologie neurodegenerative” scrive Paolo.

"Nelle schede tecniche dei prodotti fitosanitari viene spesso raccomandato di non entrare nel vigneto nelle 48 ore successive all'irrorazione, ma ogni angolo verde è stato trasformato in vigneto. Al mattino apro le finestre della camera osservando il sole che risplende sulle colline, ma scorgo anche agricoltori già impegnati nell' irrorazione delle vigne, in tuta bianca con mascherina a doppio filtro per proteggersi dall'inalazione di polveri e vapori. A quel punto richiudo le finestre sperando di poter arieggiare la camera il giorno successivo. Ma il giorno successivo un rumore annuncia l'arrivo dell'elicottero, pronto a spargere i prodotti fitosanitari direttamente dal cielo. Quindi, secondo le prescrizioni dei fitofarmaci, nel periodo delle irrorazioni tutti gli abitanti qui, soprattutto mamme e bambini, dovrebbero indossare la tuta bianca con mascherina a doppio filtro” conclude con un pizzico di rabbia. 

È doveroso ricordare, comunque, l’esistenza di un Protocollo Viticolo, una sorta di manuale di cui si servono i viticoltori per coltivare nel rispetto dell’ambiente firmato Coldiretti, Unindustria, Cia,  Confagricoltura, Legambiente, l’Ulss locale e i sindaci del territorio del Prosecco.

Secondo il Protocollo, I trattamenti che potrebbero presentare criticità per la popolazione possono essere effettuati non in maniera continuativa. Alla firma del documento, nei primi mesi del 2013, è stato specificato dalla Provincia di Treviso che il protocollo serve ai produttori per tutelare la salute della popolazione e del territorio. Lo scopo, infatti, è rinforzare la zona del Prosecco  ed eliminare i prodotti che possono in qualche modo creare disagi negli abitanti. Si tratta un progetto iniziato nel 2011, rinnovato poi nel 2012 per il rispetto dell’ambiente e delle persone che ci vivono. 

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