Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Sottrae 1,6 milioni di euro alla madre anziana e malata: denunciata la figlia

L'accusa nei suoi confronti è quella di peculato. L'anziana è ricoverata dal 2009 in una casa di cura della provincia e la donna ne era stata nominata amministratrice di sostegno

Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Treviso hanno denunciato alla locale Procura della Repubblica una 37enne trevigiana che, tra il 2011 e il 2019, si è impossessata di 1,6 milioni di euro, sottraendoli all’anziana madre, ricoverata dal 2009 in una casa di cura della provincia e della quale era stata nominata amministratrice di sostegno.

Le indagini, svolte dai finanzieri della Compagnia di Treviso, hanno portato alla luce le modalità attraverso le quali la donna è riuscita a prosciugare l’intero patrimonio della vittima: ripetuti bonifici in proprio favore, prelevamenti bancomat non giustificati, spese per viaggi, alberghi, abbigliamento, profumeria, ristoranti, investimenti in titoli, oltre a numerose operazioni finanziarie, compiute su conti correnti accesi anche all’estero, finalizzate a far perdere le tracce del patrimonio sottratto alla madre, in cui era confluito, tra l’altro, un risarcimento assicurativo di oltre 1,3 milioni di euro. A far avviare le indagini è stato il nuovo amministratore di sostegno, nominato nell’ottobre 2019 dopo che il Giudice Tutelare del Tribunale di Treviso aveva rilevato delle anomalie nell’amministrazione, tra cui l’omessa presentazione delle relazioni periodiche sullo stato di salute dell’assistita, oltre che dei rendiconti delle entrate e delle spese sostenute nell’interesse dell’anziana donna.

Il nuovo amministratore si è immediatamente reso conto di come il rilevante patrimonio personale dell’amministrata si fosse praticamente dissolto in innumerevoli uscite, che nulla avevano a che vedere con le condizioni di salute della donna ricoverata nella casa di cura, in stato vegetativo permanente e dunque impossibilitata a gestire i propri beni. Gli accertamenti compiuti dai finanzieri trevigiani sui conti correnti dell’indagata, confermati dall’approfondimento di alcune segnalazioni di operazioni sospette, hanno confermato le manovre fraudolente della figlia dell’assistita.

Il Pubblico Ministero trevigiano, a conclusione delle attività investigative, ha chiesto e ottenuto dal Giudice per le Indagini Preliminari il sequestro preventivo dei beni nella disponibilità dell’indagata, che ha riguardato un immobile, una partecipazione societaria e la liquidità bancaria ancora disponibile sui conti correnti. L’operazione della Guardia di Finanza di Treviso rientra in una più ampia strategia di salvaguardia dell’integrità patrimoniale e dell’affidabilità dei soggetti incaricati di dare sostegno a persone più fragili e in difficoltà, destinatarie, per legge, di un’azione di tutela.

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