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"Non pagate le tasse allo stato occupante italiano!": blitz nelle case dei venetisti

Martedì mattina, la Digos ha effettuato una ventina di perquisizioni nelle province di Vicenza, Treviso e Verona. I vicentini indagati sono 16

TREVISO All'alba di martedì, uomini della Digos, su ordine della procura di Vicenza, hanno effettuato una ventina di perquisizioni nelle case di altrettanti militanti del Comitato di liberazione nazionale Veneto nelle province di Vicenza, Treviso e Verona. L'accusa è di "associazione a delinquere mirata all l'istigazione a ritardare e non effettuare il pagamento delle tasse". L'inchiesta sarebbe nata dopo alcuni picchetti davanti ad attività tra Malo, Piovene e e Trissino, per impedire controlli fiscali. Gli indagati sono soprattutto vicentini, tra Montecchio Maggiore, Valli, Valdagno, Longare, Malo, Marostica, Vicenza, Cornedo ed Arzignano, due nel Trevigiano e due nel Veronese.

"Forze militari dello stato occupante italiano (Digos) irrompevano in casa di esponenti del Comitato di liberazione nazionale Veneto e facenti parte della Autorità nazionale veneta, emanata dallo stesso, con mandati di perquisizione e di sequestro di beni personali (computer, chiavette usb, documenti varidi proprietà degli stessi o di proprietà della Tutela genti venete) con l’accusa  di istigazione e divulgazione al popolo veneto di come non pagare le tasse  allo stato occupante italiano - hanno scritto nel loro sito - Il Clnv (soggetto di diritto internazionale) - continua la nota venetista - opera in base ai trattati, patti e leggi internazionali ratificate dallo stato Occupante italiano stesso con tanto di Belligeranza per far valere i protocolli aggiuntivi di Ginevra, anch’essi ratificati dallo stato italiano: tutte queste leggi si riferiscono al diritto internazionale all'autodeterminazione dei popoli». E qui il comunicato riporta gli estremi e gli articoli del "Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici” adottato a New York il 19 dicembre 1966 e ratificato dall’Italia con legge n.881 del 25 ottobre 1977".

"Si è trattata di grave violazione dei trattati internazionali e dei soggetti dichiaratisi di diritto internazionale in autodeterminazione del popolo veneto per il riconoscimento dello stesso - proseguono - Clnv e Autorità nazionale veneta già ieri pomeriggio hanno inoltrato all’attenzione dell’alto commissariato dei diritti dell’Uomo (Onu di Ginevra) e alla Croce Rossa internazionale di Ginevra tramite i canali ufficiali fornitici da loro, una denuncia ufficiale dell’accaduto, con copie di documenti di perquisizione, con fermi di polizia nelle questure di Vicenza e Verona. Copia di tutto ciò è stato inviato anche a canali ufficiali del Cremlino".

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