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Terremoto al Credito Trevigiano, mezzo Cda si è dimesso

Il presidente Nicola di Santo, il suo vice, Carlo Zacco, e anche due consiglieri di amministrazione, Paolo Vendramini e Daniele Granzotto

VEDELAGO — In tre hanno presentato le loro dimissioni dal consiglio di amministrazione del Credito Trevigiano, banca di credito cooperativo di Vedelago. Il presidente, Nicola di Santo, il suo vice, Carlo Zacco, e anche due consiglieri di amministrazione, Paolo Vendramini e Daniele Granzotto.

I motivi si riferirebbero, stando alle giustificazioni che finora sarebbero emerse, al rinnovamento della gestione dell’istituto di credito, anche a fronte di un momento difficile per le banche di credito cooperativo, ma non solo. Come riportano i quotidiani locali, a favorire le dimissioni di mezzo Cda potrebbe essere stata una sorta di pressione da parte della Banca d’Italia che, già da dicembre, sta effettuando un’ispezione nell’istituto di credito che durerà ancora per un mese. Sono passati quasi quattro mesi da quando i vertici dell’istituto bancario hanno spedito ai soci una lettera per esporre chiaramente la situazione di crisi in cui si trovava la banca, che quindi era stato deciso di adottare una strategia che avesse al centro la prudenza, svalutando sui crediti per 16 milioni di euro.

Questo terremoto che si è scatenato all’interno del Credito Trevigiano, comunque, con ogni probabilità non dovrebbe impedire il proseguimento dei lavori da parte dle Cda, almeno fino alla surroga dei componenti che hanno scelto di dimettersi. 

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