Domenica, 16 Maggio 2021
Cronaca

Disagio giovanile: adolescenza e uso di sostanze al centro di un dibattito pubblico

Venerdì 11 novembre alle 20.30, nell'aula magna della scuola "Manzoni" di Villorba, secondo appuntamento del ciclo di conferenze con la psichiatra dell'Ulss 9 Anna Franceschini

TREVISO Venerdì 11 novembre alle 20:30 avrà luogo presso l’Aula Magna della Scuola “Manzoni” di Carità di Villorba il secondo appuntamento del ciclo di conferenze dedicate al “Disagio Giovanile”. In questa occasione, la dottoressa Anna Franceschini, psichiatra del centro dipendenza nord dell’Usl 9, tratterà il tema “Vulnerabilità in adolescenza e uso di sostanze”.

I dati epidemiologici del nostro Paese ci dipingono una realtà piuttosto preoccupante: fra i giovani di età compresa tra i 15 e i 34 anni, il 20% (circa 2,5 milioni di persone) ha consumato nel 2014 una sostanza illecita. Tra questi, ad assumere più sostanze contemporaneamente, sia legali come alcol e tabacco che illegali, sono circa 330mila. Se consideriamo la sola popolazione studentesca di età 15-19 anni, nel 2014 poco meno del 25% dei ragazzi aveva usato almeno una volta una sostanza illecita (prevalentemente cannabis) nell'ultimo anno, con età di inizio prevalente a 15 anni. A questo si aggiunge che il 60% della popolazione inizia a fumare tabacco prima dei 19 anni e che consumatori a rischio per alcol nel 2012 sotto i 18 anni sono stati oltre 415.000, numero considerato però sottostimato (più probabile oltre 790.000).

Questi dati - sottolinea la dottoressa Franceschini - ci riportano a una realtà vasta e preoccupante di consumo e policonsumo di sostanze psicotrope in adolescenza, periodo della vita da sempre complesso per i cambiamenti psico-fisici, ma che attualmente ha acquisito caratteristiche peculiari di complessità e drammaticità. In questa età disagio e sofferenza si possono facilmente tradurre in comportamenti disturbanti e non evolutivi, tra cui, ma non solo, la sperimentazione e l'uso di sostanze psicoattive”.

L’incontro di venerdì ha l’obiettivo di individuare quali fattori di rischio possano condurre alla sperimentazione di sostanze psicotrope e quali invece siano i fattori protettivi che la comunità - in tutte le sue componenti, informali e formali-istituzionali -  possa mettere in campo per prevenirne l’uso. E ancor più per evitare il passaggio, in adolescenti vulnerabili, dal consumo alla dipendenza di sostanze, intesa quest’ultima come una condizione di malattia clinicamente significativa”.

Secondo l’assessore Soligo “sono gli adulti, dalle famiglie alle istituzioni, che devono farsi carico della fase evolutiva più delicata dei propri ragazzi. Qualunque errore di comprensione o di approccio può determinare una frattura difficilmente ricomponibile in futuro”.

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