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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Cronaca

Docente ingiustamente sanzionata dal preside viene scagionata dal giudice

Il caso era sfociato in un istituto comprensivo di Conegliano e a difendere la donna è intervenuto anche il sindacato Gilda degli Insegnanti

Nel corso dell’anno scolastico 2018/19 il dirigente scolastico di un istituto comprensivo di Conegliano ha comminato una sanzione disciplinare ad una maestra che era stata accusata (da una collega) di aver diffamato un’insegnante assente nel corso di una riunione scolastica. Il verbale che riferiva sul comportamento diffamatorio, però, non era stato sottoscritto, risultando pertanto nullo. Allo stessotempo la maestra Gabriella Lovat negava di aver mai proferito tali ingiurie e altre colleghe presenti confermavano la versione della stessa. Il preside, dal canto suo, non si era però preoccupato di sentire le presenti alla riunione, limitandosi a dar credito a quanto riportato nel verbale non firmato e sanzionando di conseguenza la Lovat che si era vista costretta a ricorrere al Giudice del Lavoro per poter dimostrare la propria innocenza.

Il Giudice del foro di Treviso, Cusumano, a seguito dell’esame degli atti, ha quindi dato recentemente ragione alla ricorrente censurando il comportamento dell’Amministrazione Scolastica e condannandola alle spese legali. Il ricorso è stato curato dall’avvocato Innocenzo D’Angelo su mandato del sindacato Gilda degli Insegnanti. “Siamo di fronte all’ennesimo caso in cui una negligenza di un preside ha comportato un danno erariale per le casse dello Stato in quanto il dirigente non è chiamato a rispondere in prima persona e viene difeso d’ufficio dall’Avvocatura dello Stato, mentre l’insegnante si è trovata costretta ad individuare e pagare un avvocato a spese proprie oltre ad affrontare i tempi e le incertezze della giustizia e il dispiacere personale e la mortificazione di sentirsi vittima di accuse insussistenti” spiega Michela Gallina, coordinatrice provinciale del sindacato.

“In questo caso la vicenda si è conclusa con soddisfazione della ricorrente, ma il più delle volte i docenti rinunciano a difendersi in tribunale perché troppo costoso, nella scuola c’è proprio un vuoto normativo mai colmato e molto penalizzante e grave che consente la sola tutela dei dirigenti scolastici e non dei docenti, discriminando e sfavorendo i soggetti più deboli, come dire: la giustizia esiste solo per chi se la può permettere”. E conclude: “Auspichiamo il prossimo contratto recepisca l’esigenza di un dispositivo di tutela che consenta agli insegnanti di difendersi senza dover necessariamente ricorrere ad un legale per agire avanti ad un Tribunale a spese proprie. Un tempo i collegi di disciplina assolvevano a questa funzione, si potrebbe pensare a qualcosa di simile”.

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