Cronaca

Madre dona un rene al figlio, ma il trapianto non va a buon fine

Gesto d'amore di una madre vanificato da una complicanza rara e inevitabile. Il dg dell'Ulss 9 Giorgio Roberti: "Siamo vicini alla famiglia"

TREVISO- Un atto d'amore generoso ma inutile ha avuto luogo nelle scorse ore all'ospedale Ca' Foncello di Treviso, dove una madre di famiglia ha donato un rene al figlio malato nella speranza di salvargli la vita, salvo poi venire a sapere che il trapianto non è potuto andare a buon fine per cause di forza maggiore.

Sfortunati protagonisti della vicenda sono una signora di 70 anni e il figlio cinquantenne: dopo mesi di preparazione all'intervento, che era stato programmato per venerdì mattina, qualcosa è andato storto e l'organo da trapiantare purtroppo non è stato utilizzabile. "In nome della trasparenza che è uno dei fondamenti del nostro agire aziendale – ha dichiarato il direttore generale dell'Ulss 9 Giorgio Roberti - ho ritenuto che doveva essere l'Azienda in prima persona a comunicare quanto accaduto. Una complicanza intraoperatoria, rara ma possibile anche nei sistemi più sofisticati, immediatamente successiva al trapianto ha vanificato l'intervento e con esso il gesto della signora verso il figlio".

Un intervento del genere non era ancora mai stato effettuato nell'ospedale trevigiano che in 38 anni di storia ha portato a termine oltre 1300 trapianti senza immediate complicanze chirurgiche. Ora, dopo l'operazione, madre e figlio stanno fortunatamente bene: la donna dovrà convivere con il fatto di avere un rene solo mentre l'uomo dovrà continuare a combattere per evitare la dialisi. Il gesto d'amore non ha funzionato come sperato, ma ha sicuramente unito ancor di più i due familiari.

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