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Doping a Treviso: finiscono nei guai i gestori di una nota palestra

La polizia, dopo settimane di indagini, ha denunciato una coppia per commercio illegale di farmaci. Si sospetta un vero e proprio giro illegale

TREVISO - Doping nella Marca. Questo è il risultato di un'attenta indagine della polizia di Treviso richiesta dalla Procura della Repubblica nei confronti dei gestori di una nota palestra nella periferia del capoluogo.

Come riporta "la Tribuna", le operazioni di polizia in merito duravano già da diverse settimane, ma solo martedì all'alba è scattata la fase finale grazie al consenso del pm Barbara Sabattini alle perquisizioni nei confronti dei due gestori della palestra incriminata. A finire infatti nel mirino degli agenti è stata la coppia proprietaria del centro fitness, rea di smerciare prodotti proibiti agli atleti per le gare di body building.

La prima perquisizione, al domicilio della coppia, è avvenuta all'alba di martedì, ma solo nella successiva indagine presso la palestra si è scoperta la detenzione di sostanze dopanti come sospettato. Da alcuni cassetti degli uffici sono infatti spuntate diverse scatole di anabolizzanti, come in nandrolone. Subito la coppia si è giustificata dicendo che erano stati acquistati per uso personale, ma la grande quantità ritrovata e una soffiata ricevuta in precedenza hanno fatto si che i due venissero denunciati per commercio illegale di farmaci, ma ben presto tale accusa potrebbe essere affiancata da una per ricettazione. Solo le prossime settimane potranno ora dire se i gestori abbiano creato un vero e proprio commercio di sostanze dopanti o se si è trattato solo di qualche episodio isolato.

“Purtroppo quello scoperto a Treviso – ha commentato il Governatore del Veneto, Luca Zaia  –  è solo l’ultimo episodio di una black list che segnala la presenza nei nostri territori di un fenomeno grave, che dobbiamo contrastare con tutte le nostre forze. Il Veneto e Treviso sono esempio di un modo di fare sport sano e fondato su valori positivi come la lealtà, l’onestà, lo spirito di sacrificio e tali devono rimanere”. “Gli attori presenti sul territorio – aggiunge il Governatore -  come forze dell’ordine e istituzioni sono certo che già stanno facendo il massimo per sconfiggere questo fenomeno. Serve la tolleranza zero nei confronti di chi mette in circolo queste sostanze che, in alcuni casi, possono finire anche nelle mani dei nostri ragazzi. Per queste persone servirebbe il daspo a vita da società sportive e palestre. Questo anche per tutelare – conclude Zaia – tutte quelle strutture che lavorano in modo onesto e che promuovono uno sport sano e pulito. Ai nostri ragazzi rinnovo il mio appello: sì alla fatica, no alle sostanze dopanti”.

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