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Luca Colnaghi

Luca Colnaghi

Doping, tre mesi e 350 euro di multa per Luca Colnaghi

La Procura antidoping aveva chiesto quattro anni di sospensione per il ciclista della Zalf Fior che ha già scontato i tre mesi di pena. L'avvocato difensore: «Come un'assoluzione»

Una condanna a tre mesi (già scontata) e una sanzione di 350 euro, con annullamento dei risultati sportivi nelle gare del 30 e 31 agosto e del 13 settembre 2020. Questa la sentenza della Seconda sezione del Tribunale nazionale antidoping nei confronti del mandellese Luca Colnaghi, grande talento del ciclismo.

La vicenda

Colnaghi era stato trovato positivo a un controllo al termine del Campionato italiano Under 23 lo scorso 13 settembre a Zola Predosa (Bo). All'atleta mandellese della Zalf Fior era stata riscontrata la positività alle seguenti sostanze: andarina, ostarina e un suo metabolita. La società aveva sospeso in via cautelare il ragazzo, riconoscendo però la sua buona fede e parlando di un integratore assunto da Colnaghi in maniera inconsapevole. Questa la sentenza pubblicata sul sito di Nado Italia il 4 febbraio 2021.

La sentenza del 4 febbraio

La Seconda Sezione del TNA dichiara l'atleta Luca Colnaghi (tesserato FCI) responsabile della violazione dell'art. 2.1 CSA per la positività riscontrata in occasione dei controlli antidoping del 30 agosto 2020, 31 agosto 2020 e 13 settembre 2020 e gli infligge la sanzione della squalifica per 3 mesi, già interamente scontata dedotto il presofferto a titolo di sospensione cautelare; dispone l’annullamento dei risultati sportivi conseguiti nelle gare del 30 agosto 2020, 31 agosto 2020 e 13 settembre 2020 e condanna altresì l'atleta al pagamento delle spese del presente procedimento quantificate forfettariamente in € 350,00. 

L'avvocato: «Come un'assoluzione»

Il legale che ha assistito il giovane ciclista mandellese, Davide Goetz, dalle colonne del portale di riferimento dello sport su due ruote, Tuttobiciweb, parla di "assoluzione di fatto": «La conferma di una sanzione di tre mesi già scontati è correlata a una semplice irregolarità dovuta alla negligenza di non aver dichiarato l'uso di questo integratore ai controlli». Colnaghi, aggiunge Goetz, lo avrebbe fatto alla luce del sole, pubblicizzando il prodotto con la propria immagine e senza sapere che l'integratore fosse contaminato con tracce delle sostanze incriminate (sempre secondo l'entourage del corridore, con quantità irrilevanti per eventuali fini dopanti). La Procura nazionale antidoping aveva chiesto il massimo della pena, quattro anni. Colnaghi, la scorsa estate, stava vivendo uno straordinario momento di forma, con la vittoria di due tappe al Giro d'Italia Under 23, ed era in procinto di compiere il grande salto tra i professionisti.

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