Lunedì, 17 Maggio 2021
Cronaca

I camici bianchi del Triveneto, in convegno, non dimenticano i terremotati del Centro Italia

Perché la salute, il bene e la tutela delle persone restano sempre al centro della vita e della professione di chi, laureandosi giura su un antico testo scritto dal primo medico della modernità, sceglie la via della cura.

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

Negli ultimi 10 anni la percentuale di uomini e donne residenti in Veneto che si è ammalata di tumore al colon-retto (il secondo per incidenza nella popolazione femminile e il terzo in quella maschile) è diminuita del 30%. Un risultato eccezionale frutto dell'impegno costante dei gastroenterologi italiani come, tra gli altri, il professor Renato Cannizzaro, Direttore della Gastroenterologia Oncologica Sperimentale del Centro di Riferimento Oncologico di Aviano. Da anni Cannizzaro e molti suoi colleghi sono in prima linea nella diffusione della cultura della prevenzione che, nel caso specifico, è strettamente legata ad esami un tempo invasivi e temutissimi come la colonscopia.

Diffondere la cultura della prevenzione significa parlare non solo nei salotti televisivi, o in manifestazioni a cui partecipano le persone 'normali', significa fare formazione, discutere e confrontarsi tra colleghi al fine di giungere assieme a un risultato che corrisponde alla salute dei pazienti. Proprio in quest'ottica, dunque, si inquadra il convegno che si terrà a Preganziol, in provincia di Treviso che rientra nell'ambito di Ciao Tour 2016, promosso da Norgine (multinazionale del settore farmaceutico) e che è stato organizzato dal professor Cannizzaro in collaborazione col collega Guido Costamagna, Direttore dell'Endoscopia Digestiva Chirurgica del Policlinico Gemelli di Roma. Ad ascoltare gli interventi di Stefano Benvenuti, primario della gastroenterologia dell'ospedale Ca' Foncello di Treviso e di altri importanti relatori (tra i quali lo stesso Cannizzaro) saranno i principali specialisti della disciplina di tutto il Triveneto che si sono poi confrontati in merito a quella che viene definita una colonscopia di qualità in cui l'obiettivo della tutela della salute del paziente va di pari passo con quello di dare vita a un intervento non più traumatico.

"La colonscopia - spiega Renato Cannizzaro - è il mezzo di prevenzione più efficace che abbiamo oggi a disposizione per contrastare l'insorgenza del carcinoma del colon-retto. Solo se condotta seguendo le linee guida dettate dall'Europa a tale scopo possiamo davvero essere sempre più tempestivi nei nostri interventi a garanzia della salute della popolazione".

Perché la salute, il bene e la tutela delle persone restano sempre al centro della vita e della professione di chi, laureandosi giura su un antico testo scritto dal primo medico della modernità, sceglie la via della cura. Proprio per questo Renato Cannizzaro ha pensato di coinvolgere i suoi colleghi in una iniziativa rivolta alle strutture sanitarie delle zone colpite dal terremoto in Centro Italia: "D'accordo con Norgine abbiamo pensato di devolvere il nostro gettone proprio alle popolazioni che sono state così duramente provate dal sisma. Lo abbiamo fatto per due ragioni fondamentali. La prima è di ordine affettivo, l'anno scorso proprio a Norcia abbiamo tenuto un convegno organizzato dai colleghi gastroenterologi del territorio e io ho ancora viva nel cuore l'emozione che mi suscitò la vista della cattedrale e di un magnifico dipinto del '500 custodito al suo interno, in secondo luogo perché, seppure sappiamo essere una goccia nel mare, le migliaia di euro (circa 10mila, ndr) che abbiamo destinato a sostenere la sanità in quelle zone potrebbero fare, almeno un po', la differenza".

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