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Electrolux, la protesta non si ferma: stabilimento di Susegana blindato

Nonostante l'annuncio della convocazione del tavolo sulla vertenza, continua la mobilitazione degli operai della multinazionale svedese. Due delegazioni sindacali sono partite per Roma

Non si placa la rabbia degli operai Electrolux a Susegana e Porcia (PN). Dalle 5 di mercoledì i lavoratori hanno bloccato gli ingressi ai due stabilimenti, impedendo ai camion di entrare o uscire e agli impiegati di varcare i cancelli.

E mentre la protesta prosegue, due delegazioni sindacali sono partite da Susegana e Porcia alla volta di Roma, dove per il pomeriggio è stato convocato un tavolo al Ministero dello Sviluppo Economico. Gli operai sono intenzionati a dire la loro contro il piano in "stile Polonia" proposto dalla multinazionale svedese come alternativa alla chiusura degli stabilimenti italiani.

"Finalmente una buona notizia che attendevamo da tempo – ha commentato il governatore del Veneto Luca Zaia, appreso della convocazione del tavolo - perché vogliamo pensare che la manifattura in Veneto non è un capitolo chiuso. Difendiamo la partita Electrolux non solo perché riguarda 1641 lavoratori, ma ha ricadute gravi su un contesto economico più ampio che riguarda l’intero centro logistico del freddo, che è il 'cervello' per quanto riguarda la produzione di frigoriferi, e il settore del mobile”.

Zaia auspica che la vertenza sia trattata a livello nazionale: “Noi andiamo al tavolo con piena disponibilità a fare la nostra parte, ma la questione di fondo è che ci lascino intervenire senza quelle limitazioni imposte dalla legge che altri Paesi, come la Francia o la Spagna, hanno saputo superare. Ad esempio potremmo impiegare positivamente anche la finanziaria regionale, Veneto Sviluppo, come è stato fatto per la Acc. Ci si deve rendere conto che se crollano le grandi aziende, crollano anche quelle piccole. E per noi l’Electrolux è come la Fiat”.

Critica, invece, rispetto alla convocazione del ministro Flavio Zanonato, il governatore del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani. Intervistata dal Quotidiano Nazionale, la governatrice friulana, che la scorsa settimana ha chiesto le dimissioni di Zanonato, ha puntato il dito contro il ritardo con cui è stato convocato il tavolo. Serracchiani ha sottolineato che sia il primo ministro Letta che il ministro Zanonato sapevano che Electrolux avrebbe presentato il piano dei tagli, ma il governo è rimasto inerte.

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