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LA PROPOSTA Come salvare Electrolux? Una cooperativa

​ La cooperativa: questa la formula ideale – o l’unica possibile - che potrebbe dare una soluzione, anche se non immediata, secondo i 5 Stelle

CONEGLIANO/SUSEGANA — ? La cooperativa: questa la formula ideale – o l’unica possibile - che potrebbe dare una soluzione, anche se non immediata, ai problemi di occupazione che si creano nel territorio, trevigiano e non solo, quando una grande azienda decide di andarsene dall’Italia. Questa la proposta del Movimento 5 Stelle per salvare Electrolux. Il caso sotto gli occhi di tutti è quello dell’Electrolux, al centro dell’incontro pubblico di venerdì sera a Conegliano, a cui hanno partecipato i rappresentanti delle RSU aziendali Pitero Frare (FIM-CISL), Enza Calderone (UIL-UILM) e Augustin Breda (FIOM-CGIL) che si sono confrontati con i portavoce 5 Stelle Gianni Girotto del Senato e Mattia Fantinati alla Camera, e con il membro del Consiglio Direttivo di Federlegno Dott. Roberto Migotto.

All’incontro hanno assistito anche i Sindaci di Conegliano e Susegana, insieme all’assessore Ciullo di Santa Lucia, l’unico ad aver ascoltato l’incontro fino alla fine. Come aiutare l’Electrolux? Come evitare altri disoccupati? “Innanzitutto ci vuole una volontà politica che vada nella giusta direzione” ha sottolineato Gianni Girotto “i 5 Stelle hanno lottato per l’estensione degli Eco-bonus, che hanno consentito la ripresa delle vendite di elettrodomestici di classe A, convinti che da leggi come questa può partire la ripresa. E’ l’efficienza energetica una delle chiavi più importanti per aiutare le aziende a produrre con minori costi e mantenere così le produzioni in Italia.”

“Purtroppo la maggioranza dei parlamentari ha votato contro” ha sottolineato Girotto “perché il parlamento è sotto scacco da parte delle grandi lobbies di potere, che vogliono resti il monopolio energetico del petrolio. Questo ci costa moltissimo: abbiamo maggiori costi, non solo industriali, ma anche sociali ed ambientali. Invece se usi una fonte di energia rinnovabile, una volta pagato l’impianto, l’energia è gratis. Noi continueremo a lottare in questa direzione. Anche perché solo l’Italia ha le competenze per sviluppare al massimo questa tecnologia.”

“Siamo d’accordo” ha commentato Frare (FIM-CISL) “ma ci siamo confrontati con tutte le forze politiche e ancora non ci sono risposte concrete. I nostri operai sono super-qualificati e sono malpagati e ora si propone solo un maggiore sfruttamento.” Tra l’altro, è stato sottolineato che l’impianto di Susegana è l’unico dell’Electrolux in Europa ad avere un saldo positivo, e invece l’azienda si giustifica dicendo che porterà in altri paesi la produzione perché il costo del lavoro è troppo alto.

“In realtà gli operai ci costano troppo perché guadagnano troppo poco – ha commentato Migotto di Federlegno – perché tutti i loro mancati guadagni si riflettono in una flessione dei consumi che fa fermare tutto un territorio.” "Tutti d’accordo: il problema è la mancanza di una politica adeguata, che faccia il bene delle aziende e dei lavoratori. “Abbiamo bisogno di risposte veloci – ha detto Enza Calderone ((UIL) – la povertà degli operai è arrivata al limite. La crisi c’è ma le aziende la stanno cavalcando e il danno è tutto nostro. La verità è che vorremmo un governo che ci difende, e che quando un’azienda se ne va dall’Italia pretenda la restituzione di tutti gli incentivi statali che quell’azienda ha avuto: allora sì qua potremmo ricominciare.”

Va in questo senso la proposta di legge dei 5 Stelle, che hanno anche redatto un documento per la ripresa che prevede di togliere l’IRAP, una tassa definita “inutile e dannosa”. ”Abbiamo studiato tutto, anche le coperture – ha detto Mattia Fantinati – i soldi ci sono: la Cassa Depositi e Prestiti i soldi li ha. Ma ci vuole una volontà che noi non vediamo: la nostra proposta è pronta da tempo, e potrebbe immediatamente aiutare le imprese, ma il Presidente di Commissione (Epifani, ndr) non la calendarizza, il che significa che non se ne discute e quindi non va in parlamento. Io sono lì tutti i giorni ad insistere, ma ci rimandano sempre. Non vogliono farla passare, perché altri interessi li premono. Questo non è giusto: noi siamo dell’idea che, essendo liberi, fare leggi giuste è facilissimo. Invece loro non lo sono. Ma noi combattiamo. Si parla tanto di delocalizzazione, in realtà negli ultimi 10 anni la maggioranza delle 27000 aziende italiane che sono andate all’estero non hanno preso la via della Cina o dell’Est Europa, ma sono emigrate verso Francia, Svizzera e Germania, cioè dove il costo del lavoro è anche più alto che qui, e allora non è il costo del lavoro che c’entra: è che lì i governi aiutano le imprese! Qui, invece, il governo è contro l’impresa. A meno che non si chiamino Alitalia, Telecom, e via dicendo. Cioè i baracconi in cui piazzano come amministratori sempre i loro amici, che distruggono le aziende, rubano i nostri soldi e se ne vanno pure con liquidazioni milionarie!”

Augustin Breda (FIOM CGIL) ha sottolineato come gli stessi operai fossero stati promotori, presso il management Electrolux, di una proposta che risolvesse la situazione: realizzare un frigo a basso impatto ambientale e il più vicino possibile al Km 0. “La nostra idea” ha detto Breda “è supportata dal fatto che nell’arco di una cinquantina di Km, possiamo reperire tutta la componentistica che ci serve per creare il nostro prodotto, che poi può essere venduto in un arco territoriale anche limitato a 500 km, se arrivi a mille hai già dentro tutta l’Italia e la maggior parte dell’Europa. Hanno scartato l’idea, secondo noi non hanno neanche volto valutarla e l’unico modo per riprenderla è davvero pensare alla cooperativa, ma non è facile, perché qua si parla di 470 esuberi. Certo, se avessimo l’appoggio della politica sarebbe più facile affrontare la sfida. E del resto, un’altra strada non c’è.”

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