menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
La conferenza stampa del progetto

La conferenza stampa del progetto

"Emporio solidale": beneficenza esempio di qualità a Montebelluna

Consegnate finora nel 2015, a partire dalla sede di via Martinella, oltre 500 tonnellate di cibo dirette a famiglie bisognose. Una rete, gestita dall'associazione Amici della solidarietà, che rappresenta un modello da imitare a livello nazionale

MONTEBELLUNA Nel territorio di Montebelluna ha sede uno dei migliori esempi di gestione delle eccedenze alimentari. Da anni, infatti, la Cooperativa Solidarietà e l’associazione Amici della solidarietà mettono in atto azioni concrete per il recupero delle eccedenze alimentari da redistribuire tra le persone bisognose. Una sorta di emporio  “virtuale” che mette in rete la stessa associazione con le decine di organizzazioni di volontariato locali che si occupano di consegnare il cibo a chi ne ha bisogno. Le attività dell’associazione sono state presentate giovedì nel corso di una conferenza stampa nel municipio di Montebelluna, alla quale hanno partecipato la presidente dell’associazione Amici della solidarietà, Sara Mascarin, il sindaco, Marzio Favero, e l’assessore ai servizi sociali, Elzo Severin.

Dal 2011 molti volontari hanno regalato il loro tempo per scaricare cassette e riempire furgoni di eccedenze ortofrutticole e alimentari, consegnate alle associazioni ed enti caritatevoli e assistenziali di tutto il Veneto. Lo scorso anno è stato un anno record: sono oltre 1000 le tonnellate di  cibo raccolte nel deposito di via Martinella a Montebelluna e poi consegnate attraverso le numerose associazioni che si occupano della distribuzione direttamente alle famiglie che ne hanno necessità. I numeri del 2015 seguono lo stesso trend di crescita, che va di pari passo col crescente numero di persone in difficoltà. Attraverso le associazioni locali, che ora hanno raggiunto quota 140, finora sono state consegnate a circa 13 mila persone oltre 500 tonnellate di cibo tra ortofrutta, acqua in bottiglia, alimentari vari e surgelati, pane e latticini e formaggi. “Quello attuato con questa iniziativa – spiega il sindaco – è un esempio di sinergia su tre fronti: quello delle associazioni di volontariato, quello degli amministrazioni locali e quello delle imprese che si occupano di generi alimentari. A loro va un appello perché aderiscano al progetto, fornendo prodotti prossimi alla scadenza che potrebbero rivelarsi vitali per molte famiglie che stentano ad arrivare alla fine del mese”.

“La nostra attività – commenta la presidente dell’associazione, Sara Mascarin – ha la caratteristica di essere concreta e di tradursi in benefici tangibili per la comunità, almeno sotto tre aspetti: fornire cibo a chi non ne ha, aiutare le aziende in un circuito virtuoso perché le ditte che forniscono le eccedenze godono di sgravi fiscali e non vanno incontro alla gestione dello smaltimento, e, infine, ridurre lo spreco alimentare”. Questa azione è oramai riconosciuta come “buona pratica” a livello nazionale, tanto da aver ottenuto la certificazione Iso che ne attesta la qualità quanto a tracciabilità e sicurezza. Una qualità che la Cooperativa e l’associazione ora intendono estendere come modello anche ai volontari delle associazioni che operano nel mondo della povertà allo scopo di strutturare un sistema integrato ed efficiente. A tal scopo è in programma per venerdì, presso il teatro Binotto di Villa Correr Pisani a Montebelluna, dalle 14.30 alle 17.30, l’incontro formativo sulla “Gestione dei sistemi di qualità per l’emporio solidale”. 

Sempre a Montebelluna, a fine mese, l’associazione promuove anche un evento culturale per stimolare una riflessione: dal 25 giugno al 10 luglio la biblioteca comunale ospiterà infatti la mostra artistica “Forme e colori della solidarietà” il cui filo conduttore sarà lo slogan dell’associazione “Lo spreco è un’eresia”. “Anche a Montebelluna, come nella gran parte della città italiane, esiste un mondo nascosto di famiglie che, per i più svariati motivi, faticano a reperire il cibo quotidiano. Nel montebellunese esse rappresentano il 15-20% circa della popolazione e spesso viene data loro una risposta attraverso l’attività dell’associazione Amici della solidarietà, cui si affiancano tre realtà locali molto attive, la Protezione civile, la Caritas e i Cittadini volontari, che si occupano silenziosamente della consegna materiale del cibo casa per casa”, aggiunge l’assessore ai servizi sociali, Elzo Severin.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Cura della persona

Il taglio capelli dell'estate 2021? È il little bob

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

TrevisoToday è in caricamento