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Lascia maxi eredità al Comune in cambio di 200 anni di messe

E' l'impegno preso dall'amministrazione di Altivole nel lontano 1882 con un medico del posto. Giovanni Brussa lasciò i suoi beni ai poveri chiedendo che venisse celebrata una messa alla settimana fino al 2082

ALTIVOLE - Un'eredità milionaria ai poveri del territorio in cambio di duecento anni di messe. E' il singolare impegno preso dalla Congregazione di Carità del Comune di Altivole con il dottor Giovanni Brussa, morto nel 1882.

Come riporta la Tribuna di Treviso, a fine Ottocento il Comune ha accettato il lascito del professionista, che chiedeva che la rendita dei suoi immobili, del valore di circa 16 mila lire dell'epoca, fosse destinata ai poveri del territorio sotto forma di aiuti e sussidi. In cambio di tanta generosità Brussa chiedeva solo una cosa in cambio: che fosse celebrata per lui una messa a settimana per duecento anni.

Dalla Congregazione l'impegno è passato all'Ente comunale di Assistenza e, dopo il suo scioglimento, nuovamente al Comune, mentre gli immobili lasciati da Brussa sono stati trasferiti all'Ater. L'amministrazione comunale, però, continua a onorare l'accordo, investendo 520 euro l'anno per la salvezza dell'anima del benefattore, e continuerà a farlo fino al 2082.

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