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Venerdì, 12 Agosto 2022
Cronaca Zero Branco

Esame d'avvocato truccato: 37enne trevigiana beccata col walkie talkie

La donna, residente a Zero Branco, voleva passare l'esame di Stato con l'aiuto della madre appostata fuori dall'aula. Per loro è scattata la denuncia e l'apertura di un'indagine

ZERO BRANCO L'esame di Stato per l'avvocatura è uno degli esami più difficili in assoluto, per il quale i futuri avvocati non chiudono occhio per diversi mesi nei quali cercano di prepararsi al meglio in vista di una nuova carriera professionale. Proprio per questo le prove scritte sono sempre ben controllate, per evitare (come spesso accade) che qualcuno possa pensare di 'imbrogliare' e passare il test per motivi lontani dal merito.

Un po' come successo martedì all'interno della Fiera di Padova dove si stava svolgendo la prima prova di Diritto Civile. Come difatti riporta "la Tribuna", in una delle postazioni era presente la 37enne S.Z. di Zero Branco (nota per essere stata candidata alle comunali 2004 con 'Veneto Si'). Una esaminanda all'apparenza come tante altre, non fosse che durante il test la donna era costantemente in contatto con la madre che si trovava in una stanza adiacente. Partendo infatti dal presupposto che le aule d'esame sono sempre schermate e controllate per evitare contatti con l'esterno, la donna aveva ben pensato di comunicare con la madre via walkie talkie, senza però pensare che anche le onde radio generate dall'apparecchio potessero essere captate.

E' stato così che chi era in regia nella sala ad un certo punto ha avvertito delle voci di donna che comunicavano via etere, dandone immediata comunicazione ai commissari d'esame e ai militari della guardia di finanza presenti in sala. Difficile però intuire in breve tempo quale fosse il colpevole vista la presenza in contemporanea di oltre 1200 esaminandi, ed ecco allora l'intuizione: uscire all'esterno e verificare l'atteggiamento dei parenti ed amici dei possibili futuri avvocati. E proprio grazie a questa idea è stata notata una signora di 62 anni, G.S., che era intenta a comunicare con qualcuno via ricetrasmittente, noncurante delle regole imposte per l'esame d'avvocatura. Al momento però di fornire generalità e motivo della presenza del walkie talkie nelle sue mani, la donna ha iniziato ad avere un atteggiamento di chiusura con le forze del'ordine, rifiutando persino la perquisizione nonostante fosse chiaro che nella sua borsa fossero presenti un tablet ed un piccolo pc.

Solo dopo lunghi tentativi di conciliazione con la signora si è riusciti ad ottenere il suo telefono cellulare dalle cui mail si è risaliti al nominativo dell'esaminanda che probabilmente stava barando al test. A quel punto uno dei commissari si è recato presso la postazione della 37enne trovando un walkie talkie nascosto in un plaid, un pc con mouse, quattro piccoli registratori e persino un commentario trasformato in codice civile (assolutamente vietato durante la prova). Immediatamente è stato quindi sequestrato il materiale ed invalidata la prova della giovane che, tra l'altro, ha persino aggredito verbalmente i commissari che stavano solo eseguendo il lavoro per il quale erano presenti. La 37enne è stata infine denunciata, così come la madre uscita in lacrime, mentre sul caso è stata aperta anche una inchiesta.

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