Domenica, 16 Maggio 2021
Cronaca

Spari contro la ditta dell'imprenditore amico di Renzi: arrestato anche un "trevigiano"

Alla base delle intimidazioni ci sarebbe un debito contratto da una Srl di Bacci nei confronti del capitano della Monastier Fashion Cattel in Serie A di bocce

La conferenza stampa della GdF (Al centro il procuratore capo Giuseppe Creazzo)

MONASTIER Sarebbe stato avvertito più volte Andrea Bacci che se non avesse saldato quel debito la situazione sarebbe peggiorata. Sconfinando addirittura nelle minacce. In pochi però avrebbero pensato che si sarebbe arrivati a sparare contro una ditta, la “AB Florence” di Scandicci (FI), di cui è amministratore. I due episodi, avvenuti il 23 e 24 gennaio scorso, fecero piuttosto clamore. Per più motivi. Il primo fu la tecnica: spari a scopo intimidatorio in pieno giorno. E il secondo perché Bacci è amico dell'ex premier Matteo Renzi e in passato è stato socio di suo padre Tiziano.

Intimidazioni per cui in questi giornila guardia di finanza ha arrestato due uomini, ora indagati, a vario titolo, per estorsione e porto e detenzione illegale di armi da fuoco. In manette sono finiti infatti Giuseppe Raffone, pregiudicato catanese di 48 anni, e Pasquale D’Alterio, di 44 anni, piccolo imprenditore napoletano residente nel Pistoiese e attualmente ai vertici del boccismo internazionale ("raffa") in qualità di capitano giocatore della Monastier Fashion Cattel in Serie A. I suoi primi successi in ambito internazionale risalgono al 1996 quando conquistò la medaglia d'oro con l'Italia ai campionati europei, poi un titolo mondiale con la nazionale nel 1998, tre mondiali per club con la Mediolanum ed il mondiale brasiliano con la maglia della Monastier nel 2011. Inoltre, ha vinto l’oro ai World Game a Taiwan nel 2009, due titoli ai Giochi del Mediterraneo a Mersin ( Turchia) nel 2013, nell'individuale e a coppie, nove titoli italiani per club e quattro a squadre. Nella vicenda risultano comunque indagate anche altre due persone.

GLI SPARI CONTRO L'AZIENDA // VIDEO // 

I colpi furono esplosi contro l'auto dell'imprenditore fiorentino e poi, il giorno dopo, nella notte del 24 gennaio, contro le vetrate della AB Florence. Gli spari sarebbero stati esplosi da un'arma simile a un fucile (davanti all'azienda non furono trovati bossoli). Le intimidazioni sarebbero da collegare a un credito da 270mila euro che D’Alterio vantava nei confronti della COAM Costruzioni di Rignano sull'Arno. Società, quest'ultima, di proprietà del Bacci sottoposta ad una procedura di concordato il novembre scorso.

Da quanto appreso, Bacci, indagato a sua volta per bancarotta e accesso abusivo al credito, avrebbe voluto onorare il suo debito consegnando un immobile di Livorno all'imprenditore napoletano, ma il sopraggiungere del concordato avrebbe messo in standby i pagamenti. Sarebbe stata questa la molla a far scattare le intimidazioni.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Spari contro la ditta dell'imprenditore amico di Renzi: arrestato anche un "trevigiano"

TrevisoToday è in caricamento