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Sabato, 28 Gennaio 2023
Cronaca

Etilometri non a norma, Tribunale di Bergamo assolve perito trevigiano

Giorgio Marcon era stato querelato dalla Draeger Italia Spa, azienda di Bergamo che commercia etilometri, per un caso di cronaca risalente al 2019, la vicenda è stata archiviata

È conosciuto per la competenza tecnica sugli etilometri e le sue consulenze vengono richieste dagli studi legali di tutta Italia che si imbattono in cause di automobilisti sottoposti al controllo etilometrico. Si tratta del Perito trevigiano Giorgio Marcon la cui validità degli studi e delle sue perizie è stata confermata nei giorni scorsi dalla Procura della Repubblica di Bergamo che ha richiesto l'archiviazione della querela a suo carico presentata dalla Draeger Italia Spa, azienda di Bergamo che vende etilometri.

La vicenda

I fatti risalgono al 2019 quando il perito trevigiano redigeva una relazione per uno studio legale che assisteva un automobilista in un processo penale avanti il Tribunale di Bologna. Nella sua relazione, poi confermata all’udienza del 25 settembre 2019, il perito Marcon rappresentava numerose irregolarità nella documentazione afferente all’etilometro Draeger. A seguito di tale deposizione il Tribunale di Bologna assolveva l’imputato, in particolare osservando come sulla base della relazione del perito Marcon ne discendeva la inutilizzabilità delle prove etilometriche effettuate con lo strumento Draeger. Successivamente, in data 2 novembre, sul sito della rivista specializzata RMC Motori, appariva un commento alla predetta sentenza 1088/2020 del Tribunale di Bologna. La Draeger Italia s.p.a. pertanto presentava atto di denuncia-querela nei confronti del perito Marcon e del direttore responsabile della rivista per diffamazione. Pertanto si instaurava procedimento penale avanti il Tribunale di Bergamo, atteso che la rivista Rmc Motori si trova nel circondario di tale Tribunale, e nel corso dello stesso il perito Marcon si avvaleva degli avvocati Gian Paolo Babini del Foro di Ravenna e Fabio Capraro del Foro di Treviso.

A conclusione delle indagini il pm Pansa chiedeva l’archiviazione del procedimento attesa l’infondatezza della notizia di reato. In particolare, nella sua relazione, sostiene infatti che "esaminata la documentazione depositata non emergono fatti e circostanze tali da poter ritenere infondate e diffamatorie le dichiarazioni contenute nella sopraccitata relazione tecnica circostanza, tra l'altro, già oggetto di valutazione di merito da parte del giudice estensore della menzionata sentenza di assoluzione, il quale non ha espresso dubbi sulla veridicità dei dati e dei documenti citati nella consulenza". Da qui l’ordinanza di archiviazione del 31 dicembre scorso del Giudice per le indagini preliminari, la dottoressa Parati che ha evidenziato come "nessuna condotta diffamatoria appare configurabile in capo a Marcon Giorgio il cui contributo si sarebbe sostanziato unicamente nelle dichiarazioni rese nell'ambito di un procedimento, nella sua veste di consulente tecnico".

I commenti

«Non si tratta di una vittoria personale - spiega Giorgio Marcon dopo l’archiviazione - ma della vittoria della verità che cerco di mettere in luce da anni attraverso i miei studi. Ringrazio quindi gli amici Fabio Capraro e Gian Paolo Babini con i quali collaboro da anni». «Rassicura e ci dà forza sapere che la magistratura tiene conto della professionalità di un tecnico come il perito Marcon che opera in maniera minuziosa e precisa» conclude l'avvocato Fabio Capraro.

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