Domenica, 16 Maggio 2021
Cronaca

Cento milioni di fatture false, scoperta maxi frode Iva, tre arrestati

Coinvolta l'azienda Ital M di Montebelluna specializzata nel commercio di bevande alcoliche. Indagine della Guardia di Finanza, scoperta evasione da 11 milioni di euro

Da sinistra Silvio Mele, comandante della Compagnia di Montebelluna, e il maggiore Francesco Calimero

MONTEBELLUNA Un fiume di fatture false, per un valore di oltre 100 milioni di euro, utilizzato per evadere 11 milioni di Iva e poter rivendere ai clienti, con un prezzo "fuori mercato", bevande alcoliche, tagliando così fuori i concorrenti che invece rispettavano le regole. A scoprire la maxifrode sono stati gli investigatori della Guardia di Finanza di Montebelluna che hanno arrestato, su ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip del Tribunale di Treviso, i vertici di una nota azienda montebellunese specializzata nella commercializzazione all'ingrosso di bevande alcoliche, la ITAL-M COMMERCIALE: Dora Dimaro, 40enne di Sandonà, amministratrice di diritto dell'azienda, e Cristian Mussato, 42enne di Montebelluna, amministratore di fatto. Entrambi sono ora ai domiciliari.

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Stessa sorte per un 44enne di Torino ma residente in Svizzera, Davide Salvoni: inizialmente portato in carcere a Santa Bona e ora ai domiciliari. L'uomo era a capo di due società filtro, con sedi in Repubblica Ceca e Svizzera, che era il principale fornitore della ditta trevigiana. Per eludere dal pagamento dell'Iva la merce viaggiava, virtualmente, solo sulla carta (con pagamenti simulati), attraverso 21 società cartiere, giungendo in due depositi fiscali, a Torino e Treviso. In questo modo l'azienda trevigiana poteva contare su un costante credito Iva ammontante ad almeno 700mila euro. In questo modo la merce poteva essere venduta addirittura sottocosto rispetto alle fatture. L'indagine della Guardia di Finanza di Montebelluna, avviata nello scorso mese di marzo, riguarda il periodo 2012-2016.

"Abbiamo ottenuto i domiciliari -spiega l'avvocato Luigi Ravagnani, legale difensore di Davide Salvoni- chiariremo tutto di fronte al Procuratore della Repubblica: è stato già fissato un interrogatorio per chiarire la nostra posizione. Il mio assisitito non è proprietario ma solo un manager che opera in Svizzera e la sua società non è esterovestita come è stato affermato".

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