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Concessionario di Montebelluna evade sei milioni di euro

La guardia di finanza ha scoperto un imprenditore, che già in passato era finito in manette, che avrebbe utilizzato falsi modelli F24

MONTEBELLUNA — Sei milioni di euro: è quanto è riuscito a evadere un importatore di auto di lusso della provincia di Treviso in soli due anni. Il suo “giro” è stato scoperto dalla guardia di finanza con un’importante indagine.

Secondo quanto accertato dalle fiamme gialle l’autoconcessionario avrebbe utilizzato falsi modelli F24 che attestavano il regolare versamento dei tributi. In realtà, però, gli obblighi fiscali non venivano assolutamente assoluto. L’imprenditore, per riuscire nel suo intento, avrebbe riportato in calce un timbro contraffatto. In questo modo sarebbe riuscito a falsificare i modelli per il pagamento. In questo modo sarebbe riuscito a immatricolare, dal 2011 al 2012, oltre un centinaio di autovetture successivamente rivendute, a prezzi particolarmente concorrenziali, a concessionari presenti su tutto il territorio nazionale.

Il proprietario della concessionaria, che già in passato aveva avuto dei guai con la giustizia, sarebbe un quarantenne residente a Montebelluna. Già nel 2012 era finito in manette con le gravissime accuse di truffa ai danni dello Stato e falso in atto pubblico.

Le indagini, rese difficoltose anche dalla mancanza di qualsiasi impianto e documentazione contabile, hanno consentito di accertare movimentazioni in contanti da parte dell’imprenditore per quasi 1 milione e mezzo di euro effettuate, in violazione alla normativa antiriciclaggio, al fine di rendere invisibili le reali operazioni commerciali poste in essere dallo stesso. 

Fondamentale ausilio all’attività ispettiva si è rivelato lo scambio informativo internazionale nell’ambito della mutua assistenza amministrativa tra Italia e Germania, attraverso il quale è stato possibile ricostruire interamente il reale giro d’affari illecito che l’indagato era riuscito a realizzare in poco meno di due anni.

Proseguono le indagini nei confronti dei concessionari che hanno palesato condotte truffaldine in concorso con l'indagato, al fine di individuare le specifiche responsabilità e recuperare in solido le imposte evase.

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