Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca Farra di Soligo

Fallimento "Industrie Giulio Stella", 50enne condannato a 3 anni e sei mesi

Ricciard Stella, figlio di Giulio, morto suicida il 7 maggio del 2021, è ora costretto a pagare anche una provisionale, immeditatamente esecutiva, di 770 mila euro al fallimento. L'uomo era accusato di bancarotta

Tre anni e sei mesi di reclusione, l'interdizione a svolgere ruoli di dirigenza aziendale per tutta la durata della condanna e, soprattutto, una provisionale immediatamente esecutiva in favore dal fallimento pari a 700 mila euro. E' finito così il processo a Ricciard Stella, 50enne,  uno degli ex amministratori della "Industrie Giulio Stella" di Farra di Soligo, società per 30 anni punto di riferimento del distretto del legno nel Quartier del Piave  dichiarata fallita nel novembre del 2011, imputato dei reati di bancarotta fraudolenta per distrazione e documentale.

Ricciard è il figlio di Giulio Stella, che dell'azienda era stato fino al 2008 l'unico socio, morto suicida il 7 maggio del 2021. In un primo momento si pensò che il gesto estremo fosse legato alle preoccupazioni per i procedimenti penali di cui era oggetto il figlio, poi però venne fuori che l'uomo, un 77enne che era residente nella frazione di San Gallo nel comune di Farra di Soligo, aveva ricevuto il giorno prima una raccomandata  spedita dall'avvocato della ex moglie, dalla quale era divorziato dal 2008. Dentro c'era l'intimazione a consegnare le chiavi della casa che era stata precedentemente pignorata dalla donna per questioni economiche legate alla separazione

Ricciar Stella, subentrato al padre amministratore e legale rappresentante dell'azienda, venne indagato prima e rinviato a giudizio poi con l’accusa di bancarotta fraudolenta. A finire sotto la lente di ingrandimento delle indagini alcune operazioni immobiliari, tra vendite e locazioni, tutte a “prezzo di saldo”. Per i magistrati trevigiani un comportamento che avrebbe consentito al legale rappresentante di trarre “un ingiusto profitto”, depauperando il patrimonio su cui, una volta portati i libri in tribunale, avrebbero potuto rivalersi i numerosi creditori. I contratti sospetti avrebbero riguardato dei capannoni dati in affitto a canoni dieci volte più bassi rispetto ai livelli di mercato del tempo. Operazioni che avrebbe contribuito a “dissipare” il patrimonio della “Giulio Stella”, provocando il crac. Oltre a questo Stella, difeso dall'avvocato Paolo Pastre, era anche accusato di aver tenuto la contabilità in maniera tale da far perdere le tracce di attivi e passivi e della capacità finanziaria effettiva con cui fare fronte alle richieste dei creditori dopo il fallimento. 

Ma i guai giudiziari del 50enne non sono finti: a maggio comparirà per l'udienza preliminare nel procedimento che lo vede indagato, sempre per reati fallimentari, insieme alla ex moglie e a due ex collaboratori, una  69enne di Farra e un 58enne di Vittorio Veneto. Dieci anni fa i quattro si sarebbero disfatti di buona parte del patrimonio aziendale svendendo gli immobili ad altre due società, entrambe create ad arte da loro stessi. Così, una volta fallita la Giulio Stella Srl, le banche, i fornitori e l'Erario non avrebbero potuto rivalersi sul patrimonio immobiliare per rientrare degli ammanchi. Nel quadro di questo procedimento era arrivato il sequestro preventivo per oltre 1 milione e mezzo di euro di un complesso immobiliare a San Giorgio di Nogaro, in provincia di Udine.

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