Aggredisce colleghi e datori di lavoro: «Avrebbero meritato di morire tutti»

Nessun pentimento in tribunale per il 30enne marocchino arrestato giovedì pomeriggio per aver aggredito i titolari della "Mantese Legnami" di Farra di Soligo e uno dei carabinieri intervenuti sul posto

Uno dei mezzi su cui si è scatenata la furia dello straniero

«Avrebbero meritato di morire tutti». Così ha urlato stamattina in aula M.N., il 30enne marocchino arrestato giovedì pomeriggio per aver aggredito i titolari della Mantese Legnami di Farra di Soligo e uno dei carabinieri che erano stati chiamati sul posto. Inutili i tentativi del giudice Alberto Fraccalvieri di riportare la calma; alla fine il marocchino, che non volava saperne di smetterla, è stato allontanato. Dopo la convalida dell'arresto il 30enne, accusato di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni, è finito agli arresti domiciliari. Il processo per direttissima nei suoi confronti è stato invece rinviato dopo che l'avvocato del nordafricano ha chiesto termini a difesa.

Secondo la ricostruzione dei fatti M.N. si sarebbe scagliato contro uno dei suoi datori di lavoro con un  enorme punteruolo, ferendolo alla testa. L'operaio, che era stato assunto solo due giorni prima, avrebbe perso la testa dopo un diverbio con un collega. Prima di aggredire il datore di lavoro ha anche colpito il collega. Subito dopo, brandendo una sega elettrica, avrebbe iniziato ad urlare minacciando di tagliare la testa ai presenti. Erano le 16.30 di ieri pomeriggio, giovedì 30 gennaio, quando  ha avuto inizio il diverbio alla Mantese Legnami. Ben presto quella che sembrava essere una banale discussione è invece degenerata rissa. A quel punto gli altri operai, con l’aiuto dei due titolari Mirco e Giovanni Mantese, sono intervenuti per dividere i contendenti. Ma dopo essersi impossessato di una grossa e pesante punta di trapano della lunghezza di 80 centimetri il 30enne si è avventato contro Giovanni Mantese, a cui ha causato  una ferita alla testa per la quale è stato necessario il ricovero in ospedale. Poi ha, sempre in preda all'ira, ha  vandalizzato le due auto.

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