Cronaca

Decesso sospetto, Crea: “La verità nell’autopsia, Maria Galli morta per cause naturali”

Il noto penalista: “Aspettiamo la decisione del PM, ma stiamo già valutando le opportune azioni legali nei confronti di chi, sulla base di elementi falsi, ha consentito l’instaurazione di un procedimento penale e allo stesso tempo voluto costruire un caso mediatico, esponendo così la professionalità degli infermieri e l’immagine dell’Ente solighese”

FARRA DI SOLIGO “Dai primi riscontri dell’esame autoptico di Maria Galli disposto dal PM il decesso va ricondotto a causa patologica naturale di probabile origine cardiaca, assolutamente estranea a traumi causati da una caduta fatale come evidenziato da 3A”. A darne notizia Fabio Crea, l’avvocato nominato dagli infermieri dell’Istituto Bon Bozzolla di Farra di Soligo iscritti, insieme al medico della guardia medica dell’ULSS 2, nel registro degli indagati per omicidio colposo.

“Molto è stato detto e molto è stato scritto – sottolinea l’avvocato Fabio Crea – nel ricostruire una vicenda che di tragico ha solo la precarietà dell’esistenza umana. Ciò che appare sconcertante sono le false circostanze paventate quali ipotetiche cause del decesso, come riportate anche sugli organi di stampa, che non solo sono state smentite dai primi accertamenti autoptici, ma che erano chiaramente evincibili dai referti radiografici eseguiti presso l’ospedale di Conegliano con la paziente ancora in vita. I referti, già il 28 gennaio 2017 escludevano qualsiasi ipotesi di frattura e, quindi, tanto la denuncia quanto la divulgazione mediatica del decesso appaiono strumentalmente tese alla costruzione di un caso di malasanità. Stiamo pertanto già valutando azioni penali nei confronti di chi, proprio sulla base di tali sconcertanti falsità – incalza Fabio Crea - ha gravemente esposto la professionalità degli infermieri coinvolti, messi alla gogna mediatica, e danneggiato l’immagine di un Ente riconosciuto per la qualità del servizio offerto al territorio da decenni”.

Il pool di medici specialisti si è riunito nella giornata di ieri, martedì 7 febbraio, per procedere all’autopsia al fine di accertare la causa del decesso di Maria Galli, avvenuta lo scorso 28 gennaio al nosocomio di Conegliano e non nella struttura assistenziale solighese come erroneamente riportato. “L’esame non ha rilevato nessuna perforazione polmonare causata da caduta – chiarisce Crea -, una supposizione questa che non trova ancora spiegazione, in particolare dal fatto che nelle cartelle cliniche dell’Istituto e anche dalle radiografie effettuate al momento del secondo ricovero non c’è traccia di tale accadimento, e che ha portato a indagare su una morte avvenuta esclusivamente per cause naturali, nello specifico va ricondotta a una patologia di probabile origine cardiaca. Contrariamente a quanto emerso in questi giorni – aggiunge Crea -, la signora, ospite da 12 anni al Bon Bozzolla, non godeva infatti di un buon stato di salute, bensì non autosufficiente e costretta a letto da più patologie degenerative che ne compromettevano in particolare alimentazione e capacità cognitive, quali Parkinson e demenza senile. L’autopsia – conclude Crea - rileva un complesso quadro clinico e un fisico provato dalla malattia e dall’invecchiamento ma allo stesso tempo preservato dalle cure ricevute in Istituto, quali la Peg posizionata correttamente dal personale”.

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