Venerdì, 25 Giugno 2021
Cronaca

La moglie gli pignora la casa, imprenditore si toglie la vita

La tragedia è avvenuta nella prima mattinata di oggi a Farra di Soligo. Giulio Stella, 77 anni, era l'ex titolare della omonima società che nel 2008 aveva ceduto al figlio, prima del fallimento avvenuto tre anni più, indagato per bancarotta fraudolenta. Aveva ricevuto una raccomandata in cui gli veniva intimato di consegnare le chiavi dell'abitazione

Sull'episodio indagano ora i carabinieri

Era da qualche anno al centro di vicissitudini giudiziarie a causa del fallimento del mobilificio che lui stesso aveva creato. La tragedia è avvenuta alle 8.50. Nella mattinata di oggi, 7 maggio, ha deciso di togliersi la vita, forse a causa del grave stato di prostrazione che stava vivendo in questi ultimi mesi. Lutto a Farra di Soligo per la scomparsa dell'imprenditore Giulio Stella. Aveva 77 anni. L'uomo, molto noto nella zona, è stato trovato esanime all'esterno della sua abitazione. Sul posto è intervenuta un'ambulanza del Suem 118 ma i medici non hanno potuto far altro che constatare il decesso dell'uomo. Sul luogo della tragedia sono intervenuti anche i carabinieri della stazione di Col San Martino.

Il ritrovamento del cadavere di Stella è avvenuto intorno alle 9 del mattino nella casa che si trova sulle colline della frazione di San Gallo. E' stata la compagna dell'uomo ad accorgersi della sua assenza. La donna si quindi diretta verso l'uliveto che l'uomo aveva all'esterno della casa e lo ha trovato impiccato dentro una casetta che il 77enne usava come ripostiglio. Giulio Stella aveva ricevuto una raccomandata ieri pomeriggio. Era indirizzata alla convivente ed era stata spedita dall'avvocato della ex moglie, dalla quale era divorziato dal 2008. Dentro c'era l'intimazione a consegnare le chiavi della casa che era stata precedentemente pignorata dalla donna per questioni economiche legate alla separazione. Ma quella era l'abitazione che Stella aveva ereditato dal padre  e a cui era particolarmente legato dal punto di vista sentimentale. Al suo restauro aveva dedicato tanti sforzi e continuava a pagare saldando  ogni mese le rate di un mutuo importante. L'anziano non ha resistito al dolore di perdere tutto e ha deciso di farla finita. «Era un uomo buono - dice il sindaco di il sindaco di Farra di Soligo Mattia Perencin - una persona speciale che io sono onorato di avere avuto come amico. Ci eravamo sentiti ieri sera, era preoccupato per la situazione ma niente lasciava trasparire le sue intenzioni».

Giulio Stella era stato per 30 anni alla guida della srl storica che aveva rappresentato uno dei fiori all’occhiello del distretto del mobile del Quartier del Piave oltre ad aver presieduto l'Ipab Bon Bozzolla nel corso degli anni '90. Ma nel 2009 la crisi economica aveva mandato a gambe all'aria il settore delle costruzioni e le Industrie Stella, che produceva finiture in legno per interni, finirono per pagare un prezzo altissimo. La società, che nel 2008 venne ceduta al figlio Ricciar, fallì infatti tre anni più tardi, schiacciata sotto un mole enorme di debiti. Ricciar Stella, amministratore e legale rappresentante dell'azienda è stato rinviato a giudizio con l’accusa di bancarotta fraudolenta documentale e per distrazione. A finire sotto la lente di ingrandimento delle indagini alcune operazioni immobiliari, tra vendite e locazioni, tutte a “prezzo di saldo”.

Per i magistrati trevigiani un comportamento che avrebbe consentito al legale rappresentante di trarre “un ingiusto profitto”, depauperando il patrimonio su cui, una volta portati i libri in tribunale, avrebbe potuto rivalersi i numerosi creditori. I contratti sospetti avrebbero riguardato dei capannoni dati in affitto a canoni dieci volte più bassi rispetto ai livelli di mercato del tempo e la cessione di un immobile , a San Giorgo di Nogaro (Udine) venduto, secondo le accuse, a un milione di euro in meno del suo valore. Operazioni che avrebbe contribuito a “dissipare” il patrimonio della “Giorgio Stella”, provocando il crac.

Oltre a questo Ricciar Stella, che è difeso dall'avvocato Paolo Pastre, è anche accusato di aver tenuto la contabilità in maniera tale da far perdere le tracce di attivi e passivi e della capacità finanziaria effettiva con cui fare fronte alle richieste dei creditori dopo il fallimento. Due mesi fa era arrivato anche il sequestro preventivo per oltre 1 milione e mezzo di euro di un complesso immobiliare a San Giorgio di Nogaro, in provincia di Udine. 

«Con mio padre - dice il figlio Ricciar - c'erano stati alti e bassi legate alle vicende giudiziarie ma quello che posso dire oggi è che è morto un grande imprenditore e un brava persona, rimasta vittima dell'ingordigia di avvocati senza scrupoli che hanno banchettato sulla disgrazie familiari di lui e di nostra madre. Mio papà ha molto sofferto per l'epilogo toccato all'azienda, legato per lo più ad un curatela fallimentare quantomeno spregiudicata. Oggi è toccato a lui, fra una decina di giorni chissà...magari sarà il mio turno».

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