La fanno ubriacare a una festa: 15enne stuprata dal suo ragazzo e dal migliore amico

A processo di fronte al Tribunale dei Minori di Brescia due bergamaschi che all'epoca dei fatti avevano 16 anni, la vittima: "Il silenzio rafforza le violenze e uccide la dignità"

TREVISO Violenza sessuale su minore. E' l'accusa contestata dal Tribunale dei Minori di Brescia a due ragazzi bergamaschi di 16 anni, all'epoca dei fatti, che avrebbero fatto ubriacare una 15enne trevigiana a una festa per poi abusare entrambi di lei. Dopo quattro udienze in cui hanno negato ogni addebito, il loro legale ha chiesto la messa alla prova, che equivale a un riconoscimento di colpevolezza che però, grazie a un percorso rieducativo, permette di cancellare il reato.

Un epilogo che il legale della vittima, l'avvocato Sabrina Favaro, ha commentato così: “Sono state celebrate quattro udienze quando la scelta processuale della messa alla prova avrebbe permesso di avviare immediatamente il percorso rieducativo. Il messaggio che ne è uscito è profondamente diseducativo”. La vittima invece, oggi 19enne, impegnata nel volontariato e appassionata di ginnastica artistica, ha invitato le ragazze a parlare: “Chiunque abbia avuto una disavventura come la mia non deve avere paura di ribellarsi e di alzare la voce di fronte alle ingiustizie perché il silenzio rafforza le violenze e uccide la dignità”.

Tutto inizia nell'estate 2013: la 15enne con i genitori va in vacanza in Val Pusteria dove conosce il 16enne di cui si innamora. Una relazione a distanza che l'anno successivo, il 21 luglio 2014, si tramuta in abuso. Invitata a una festa, la giovane viene fatta ubriacare dal suo fidanzato e dal suo migliore amico che poi, a turno, danno sfogo ai loro istinti sessuali. Lei non ricorda nulla, ma la mattina successiva mentre si fa una doccia ha i primi flashback: prima vede il migliore amico del suo ragazzo con i pantaloni abbassati, poi lui sopra di lei, infine il suo ragazzo sopra di lei.

Chiede spiegazioni ma non trova risposte. A parlare sono i messaggi che il suo ragazzo e l'amico si scambiano vantandosi di quanto commesso e dando un giudizio sulla prestazione complessiva della giovane. Tornata a Treviso non racconta nulla fino a quando si confida con un'assistente del centro di volontariato per cui lavora.  

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