Mercoledì, 19 Maggio 2021
Cronaca

Festival del Viaggiatore: oltre 1500 le presenze e vince Paola Capriolo

Incontri sold out e visitatori entusiasti: prova superata per la kermesse che in questo weekend ha animato Asolo con oltre 40 ospiti e incontri

Un momento della premiazione

ASOLO La partenza, con l’incontro di venerdì scorso al Teatro Duse di Asolo - Treviso “Viaggio oltre il ‘soffitto di cristallo’” con la giornalista e scrittrice Concita De Gregorio e la senatrice Laura Puppato, è stata ottima (circa 300 presenze), tuttavia la conferma della riuscita della prima edizione del Festival del Viaggiatore – Premio Segafredo Zanetti Città di Asolo è giunta nelle giornate di sabato e domenica, quando si è iniziato a registrare un repentino sold out a quasi tutti gli appuntamenti in calendario: nella tre giorni si stimano oltre 1.500 presenze.

Tra gli incontri più partecipati, il sabato “La via invisibile, ovvero la vocazione di perdersi" con l’esploratore e geografo Franco Michieli nello spettacolare giardino di Villa Freya, “Viaggio con Proserpina nella parola scritta e nella sua potenza” nel giardino panoramico di Palazzo Beltramini con l’irresistibile scrittrice Giovanna Zucca e “L’Harry’s Bar da Venezia a New York: ricordi di viaggio tra storia e leggenda”, con Arrigo Cipriani, figlio del fondatore del celebre locale veneziano, a Villa Cipriani (per questo un pubblico di oltre 150 persone, e molte altre hanno dovuto rinunciare per mancanza di posti). La domenica, invece, partecipazione record per tutti gli incontri e in particolare per l’appuntamento inaugurale della giornata con il giornalista e scrittore Antonio Caprarica, “Viaggio a Londra, a cavallo di epoche e luoghi esclusivi, a caccia del lato nascosto degli inglesi”. “Londra cambia aspetto con una facilità eccezionale – ha spiegato Caprarica in quella che viene definita “la città delle donne e degli inglesi” – l’unica cosa che rimane uguale nei secoli è la ricerca dell’innovazione. Londra è il posto delle prime cose”. E ad un asolano che vive a Londra e gli ha chiesto che percezione abbia sulla condizione degli stanieri a Londra, l’ex inviato del Tg 1 ha risposto: “Londra, pur con gravi episodi di criminalità e pur essendo un luogo in cui si registrano ancora molti matrimoni combinati, non applica il principio del ‘melting pot’ bensì quello della ‘salad bow’, l’insalatiera, in cui ogni foglia mantiene il suo sapore. Il segreto è la tolleranza. Ecco, vorrei un po’ di ‘salad bow’ anche in Italia”. “Sono molto soddisfatta – ha commentato Emanuela Canazi, di InArtEventi, direttrice artistica del Festival – il risultato ha superato ogni aspettativa. Tutti gli incontri sono stati frequentati con grande entusiasmo del pubblico, anche quelli condotti da relatori meno noti. E questo conferma la centralità del viaggio, non di chi lo compie, che era il nostro scopo”.
Molto felice della riuscita dell’evento anche Massimo Zanetti, presidente di Segafredo Zanetti Spa, main sponsor dell’iniziativa: “Sono molto invidioso di tutti e sei i finalisti del Premio Segafredo Zanetti e di tutti gli intellettuali che si sono avvicendati sulla scena del Festival – scherza – perché in verità io avrei voluto fare lo scrittore. Ma a parte questo, sono davvero molto soddisfatto di questa tre giorni asolana: gli obiettivi, ovvero rivitalizzare la cultura, il turismo e il commercio del borgo, sono stati ampiamente centrati. Quindi ci rivedremo senza dubbio il prossimo anno con la seconda edizione, ancora più ricca e coinvolgente”. Nella tre giorni si sono avuti 26 appuntamenti e oltre 40 ospiti. Domenica pomeriggio è stato dedicato al cuore letterario del Festival, il Premio Segafredo Zanetti, rivolto ad un’opera di narrativa italiana pubblicata da case editrici nazionali, nel periodo che va dal 1 maggio dell’anno precedente al 31 maggio dell’anno in corso, che in questa sua prima edizione incorona la scrittrice milanese classe 1962 Paola Capriolo con “Mi ricordo” (Giunti, 2015). Capriolo è stata selezionata dal consiglio direttivo del Premio, Il Consiglio del castello, composto dal direttivo di InARtE20, da giornalisti, librai, scrittori e docenti assieme a Lorenzo Marone con “La tentazione di essere felici (Longanesi), Fulvio Ervas con “Tu non tacere” (Marcos y Marcos), Marco Franzoso con “Gli invincibili” (Einaudi), Marco Peano con “L’invenzione della madre” (Minimum fax) e Francesca Barra con “Verrà il vento e ti parlerà di me” (Garzanti). La Giuria del Castello, formata da tecnici, sezione della giuria detta il Cenacolo e da cittadini, sezione della giuria soprannominata gli Asolani, ha eletto a porte chiuse il vincitore ed è seguita la proclamazione pubblica al Teatro Duse alle 17.30, condotta dalla giornalista Maria Pia Zorzi. “E’ la storia di due donne, il cui destino scorre lontano e parallelo. Tra di loro una casa piena di oggetti e ricordi. Da lì comincia un viaggio agli Inferi al tempo delle leggi razziali e dei campi di sterminio, un viaggio alla scoperta della propria storia che è anche un viaggio nel dolore e nella ricerca di senso, dove la memoria è l’unico antidoto. Elegia del ricordo che passa da una protagonista all’altra attraverso oggetti, paesaggi, suoni. Il linguaggio è controllato, la prosa è matura, sapiente la costruzione della trama, ricca di rimandi, intreccie citazioni letterarie”, motiva la Giuria.
Il premio di 2.500 euro è stato consegnato da Massimo Zanetti, presidente di Segafredo Zanetti Spa, main sponsor dell’evento.  In serata al Teatro Duse di Asolo il concerto delle cantautrici Erica Boschiero e Rachele Colombo, mentre al Centro sociale di Possagno l’incontro l’illustratore messicano Gabriel Pacheco, autore della mostra “Lo specchio delle immagini” allestita al Teatro Duse da venerdì scorso, hanno chiuso il primo Festival del Viaggiatore.
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