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Scatta la prescrizione, l'Appello fa lo sconto ai figli di Gabriella Brugnera

Il tribunale di secondo grado condanna a 1 anno e 10 mesi ciascuno per Andrea e Federico De Carlo. Non si procede per Quirino Brugnera, fratello dell'impiagata infedele, per avvenuta prescrizione

Un anno e dieci mesi e 500 euro di multa ciascuno per per truffa, concorso in truffa, accesso abusivo a sistemi informatici e frode informatica. Questa la condanna inflitta nel processo d'appello a Federico e Andrea De Carlo, figli di Gabriella Brugnera, la 55enne accusata di aver sottratto quasi 5 milioni di euro dai conti della Art Serf di Vazzola, l'azienda di cui era la responsabile amministrativa e che per quei fatti aveva patteggiato davanti al gup di Venezia una pena di due anni di reclusione. La Corte di Venezia ha invece riconosciuta l'avvenuta prescrizione per Quirino Brugnera, fratello dell'impiegata infedele, che in primo grado aveva ricevuto 1 anno e 6 mesi, oltre a 400 euro di multa.

Per Federico e Andrea, che nel processo svoltosi a Treviso erano stati condannati 2 anni e 600 euro di multa, il tribunale lagunare ha ridotto la pena in considerazione della prescrizione. Il clamoroso colpo milionario era stato scoperto casualmente nel corso di una verifica alla contabilità della Art Serf in cui erano emersi pagamenti fatti ad una società, la Immobiliare s.rl. riconducibile alla Brugnera, ai figli e al fratello, che non era tra i fornitori dell'azienda di Vazzola. Attraverso l'utilizzo di assegni, prelievi in contante e operazioni di home banking le indagini aveva fatto emergere come la Brugnera avesse trasferito ingenti quantità di denaro dai conti della Art Serf del gruppo di proprietà dell'imprenditore Remo Perin andando a rimpinguare i saldi bancari propri, dei figli, quello della sua società, così come una considerevole liquidità sarebbe finita nelle tasche del fratello e nei bilanci della società di quest'ultimo.

Remo Perin risulta a sua volta indagato nell'indagine scattata a seguito del doppio attentato avvenuto lo scorso 11 febbraio a Godega, di cui era rimasta vittima - fortunatamente senza conseguenze - Gabriella Brugnera, oggi titolare della Mevern, azienda che produce e commercializza macchinette da caffè per ufficio. L'uomo è accusato di tentata estorsione, danneggiamento e atti persecutori.

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