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Film gay a scuola, Rampelli: "Destabilizzante per gli studenti"

Il vicecapogruppo di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale interviente all'indomani della protesta dei genitori dopo la proiezione

TREVISO - "La proiezione in una scuola media trevigiana di un film sulla storia di un padre scopertosi omosessuale che abbandona la famiglia per andare a vivere con un uomo, è quanto di più destabilizzante possa esserci per un minore". A sostenerlo è Fabio Rampelli, il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale, all’indomani della protesta dei genitori dopo la proiezione di un film a sfondo omosessuale nel corso delle lezioni. Nell’ambito del programma di "Educazione sentimentale" per le scuole secondarie inferiori previsto dall’Ulss 9, infatti, sembrerebbe essere stato proiettato un film a sfondo omosessuale in una terza media del trevigiano. Il film racconta l’abbandono della residenza di famiglia da parte di un padre che raggiunge il proprio compagno con cui inizierà una nuova convivenza.

La polemica è scoppiata subito. Un gruppo di genitori ha contattato il sindaco di Treviso Giovanni Manildo chiedendo spiegazioni. “Non appena ricevuta la lettera ho incaricato l’assessore competente di scrivere alle famiglie – aveva replicato Manildo - ribadendo la disponibilità dell’amministrazione a un incontro con tutte le componenti della scuola che verrà fatto al più presto”. Le famiglie denunciavano la necessità di essere almeno informate in anticipo rispetto alla proiezione, in quanto molti dei figli non sarebbero stati pronti a certe immagini.

“Se  la scuola è diventata una palestra nella quale ci si allena alla diversità sessuale, senza rendersi conto dell'impatto emotivo e psicologico che questi “allenamenti” possono avere nella testa di un bambino, perchè di bambini e non di adulti si tratta, allora significa che si è proprio perso di vista il ruolo pedagogico della scuola", continua Rampelli, che annuncia un’interrogazione nelle prossime ore: "Il ministro Giannini ci auguriamo voglia rispondere il prima possibile - conclude Rampelli -, anche alla luce del dilagante orientamento dei professori a organizzare eventi teatrali e cinematografici, letture pubbliche, come quella del liceo Giulio Cesare, dove gli alunni vengono utilizzati come cavie. Nel frattempo diamo tutta la nostra solidarietà ai genitori della scuola di Treviso".

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