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Finti incidenti per truffare l'assicurazione: condannato l'ex avvocato Stefano Pagnossin

Radiato dall'albo per diverse vicende giudiziarie, l'ex legale ha rimediato un anno e due mesi di reclusione. I tre coimputati (conducenti e trasportati) se la sono cavata con 4 e 8 mesi

MONTEBELLUNA Continuano i guai con la giustizia per Stefano Pagnossin, l'ex avvocato radiato dall'albo proprio per le sue vicende giudiziarie. Dopo le condanne in primo grado rimediate per le accuse di peculato, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e violazione della privacy, ieri è arrivata anche quella per truffa ai danni di un'assicurazione. L'ex legale nonché consigliere comunale di Volpago del Montello eletto nelle file di Forza Italia, è stato condannato a un anno e due mesi di reclusione.

Assieme a lui erano imputate altre tre persone, in concorso nello stesso reato, che sono state tutte riconosciute colpevoli: C.G., 26enne residente a Reggio Calabria, è stato condannato a otto mesi di cella mentre M.S., 23enne di Montebelluna, ha rimediato quattro mesi di reclusione così come M.S., 47enne montebellunese. Alla base delle contestazioni della Procura di Treviso c'era la messa in scena di un incidente stradale al solo scopo di intascarsi il denaro dell'assicurazione che avrebbe elargito come risarcimento dei danni fisici subiti.

I tre imputati sarebbero stati, con ruoli diversi, conducenti e occupanti dei mezzi coinvolti mentre Pagnossin sarebbe stato oltre che l'organizzatore (com'è emerso dalle testimonianze delle persone sentite in aula) anche il gestore delle relative pratiche presso le società di assicurazione. I fatti risalivano tutti all'ottobre del 2011. I due montebellunesi, tramite l'ex avvocato, avevano presentato una richiesta risarcitoria presso l'agenzia di Treviso della “Sara Assicurazioni” per un importo di 800 euro ciascuno per spese di fisioterapia e riabilitazione falsamente certificate apparentemente rilasciate da una palestra.

L'imputato calabrese invece, sempre tramite Pagnossin, aveva presentato la richiesta di risarcimento presso la “Milano Assicurazioni” di Treviso sempre per un importo di 800 euro e sempre per spese di fisioterapia e riabilitazione, falsamente certificate dalla medesima palestra. Nel primo caso la compagnia assicurativa si era accorta dell'inganno e aveva bloccato il risarcimento mentre nel secondo era andato a buon fine, motivo per cui le condanne hanno avuto una quantificazione diversa della pena.  

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