Finti investimenti per 7 milioni, Intesa dice "no" alle richieste di mediazione

L'istituto di credito contesta a decine di truffati che i fatti risalgono ad un periodo antecedente alla cessione di Veneto Banca, di cui Roberto Battagello, l'autore dell'inganno, era dipendente

Fiumi di denaro

«La pretesa non è fondata». Ha risposto così Intesa San Paolo alle richieste di mediazione inoltratele da decine di clienti truffati da Roberto Battagello, l'ex funzionario della filiale di Veneto Banca e Riese Pio X che tra i primi anni 90 e il 2019 avrebbe "fregato"  con finti investimenti in fondi obbligazionari e azionari.

Fondamento della richiesta è il fatto che Battagello ha lavorato per quattro mesi come dipendente di Banca Intesa prima di accedere al pre-pensionamento. Tanto è bastato per spingere gli avvocati di alcuni degli imprenditori e pensionati raggirati dal 60enne a mettere nel mirino, con l'accusa di mancata vigilanza, proprio l'istituto di credito che nel luglio del 2017 acquisì il buono delle attività e i dipendenti di Veneto Banca finita in liquidazione amministrativa coatta.

«Innanzitutto - si legge nella risposta inviata da Intesa San Paolo - le pretesa difetta di legittimazione passiva perché i fatti oggetto di contestazione risalgono ad un periodo antecedente alla cessione di Veneto Banca. Il dipendente, del cui comportamento scorretto ci si lamenta, è rimasto alle nostre dipendenze fino all'ottobre del 2017, periodo a cui non si riferiscono i fatti». «Dalle verifiche effettuate - è la tesi della banca -. è emerso che le operazioni contesta sono avvenute nel contesto di irregolarità operative, come ad esempio la consegna di moduli in bianco fuori dalla banca, e facenti capo a rapporti personali con l'ex dipendente».

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Secondo le denunce presentate nei mesi scorsi Battagello si sarebbe intascato dai 4 ai 7 milioni di euro, denaro in contanti affidatogli da imprenditori e ricchi pensionati della castellana, del montebellunese e dell'asolano e finiti in investimenti che però erano a nome suo.  Per Intesa San Paolo quello che ai tempi di Veneto Banca a Riese chiamavano tutti el direttor, pur non essendo mai stato a capo della filiale, avrebbe lavorato da luglio a novembre del 2017. Poi Battagello entrò nel piano esuberi che la banca gestì con un accordo attraverso i prepensionamenti. Prima a Riese e poi nella filiale di Mestre il 60enne trascorse gli ultimi mesi dietro a una scrivania continuando a gestire la farsa dei finti investimenti. Per i legali che assistono chi ha fatto denuncia la banca avrebbe una responsabilità oggettiva per non aver vigilato.

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