Finti pensionati e falsi poveri, nove furbetti smascherati dalla finanza

Le fiamme gialle trevigiane hanno scoperto nove persone che percepivano contributi sociali senza averne diritto. Sette ricevevano la pensione pur non essendo in Italia e altri due risultavano nullatenenti ma avevano ville con piscina

Finti pensionati e nulla tenenti con ville tra i colli della Marca. L’indagine, condotta dalle fiamme gialle in collaborazione con l’Inps di Treviso, ha portato all’identificazione di nove persone che avrebbero percepito assegni sociali indebitamente, per una cifra complessiva di circa 190 mila euro.

Tra gli indagati, sette di loro percepivano l’assegno assistenziale pur non soggiornando in Italia. Uno dei requisiti fondamentali per la ricezione dei fondi è proprio la residenza nel territorio italiano, oltre all’età sopra i 65 anni e una condizione economica disagiata. Questi sette avrebbero vissuto tra l’Europa, il Venezuela e l’Argentina, dichiarando residenze fasulle a Resana, San Fior, Oderzo, Montebelluna, Riese Pio X, Meduna di Livenza. Le verifiche sarebbero partite da alcuni accertamenti sui passaporti, dalle quali si è appreso che molti di loro tornavano in Italia pochissime volte; spesso erano gli amici a prelevare per loro. L’iter che seguivano era fare la richiesta dell’assegno sociale in un primo momento,  trasferirsi all’estero poi.

Altri due, invece, avrebbero spacciato  la loro condizione economica per disagiata, fingendo un reddito nullo e richiedendo, quindi,i fondi per il mantenimento. Uno di loro risiedeva in una villa con piscina intestata alla moglie. Si tratterebbe di un ex imprenditore trevigiano nell’ambito dell’import export che possedeva una grossa abitazione a Susegana. Stesso vale per il secondo, anch’egli ex impresario, ma nel ramo della refrigerazione.

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Per tutti e nove i soggetti è scattata la revoca dell’assegno sociale, insieme al sequestro dei beni e all’obbligo della restituzione delle somme erogate. Sono stati denunciati per truffa ai danni dell’Ente di previdenza. Uno di loro, poiché avrebbe percepito solo una mensilità, è stato sanzionato. Gli altri, invece, avrebbero ricevuto i fondi assistenziali per periodi fino ai sette anni. 

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