Fiumi a secco nella Marca, consorzi chiedono migliore gestione

Nel Trevigiano e' allarme siccita'. I fiumi della bassa trevigiana sono ormai a secco e i consorzi chiedono una gestione piu' attenta

Le piogge latitano e nella Marca e' allarme siccita'. I fiumi di risorgiva della bassa trevigiana sono quasi a secco.

Per questo il consorzio di bonifica "Piave" lancia ancora una volta l'appello alle responsibilita' dei singoli. Ma anche a una migliore programmazione della gestione dell'acqua da parte degli enti responsabili.

Le segnalazioni di siccita' vengono soprattutto dai fiumi che sfociano nella laguna orientale di Venezia, come quelli del sistema Meolo-Vallio, con il fiume che questa mattina appariva all'asciutto.

"Si tratta di fiumi di risorgiva - spiega il presidente del Consorzio, Giuseppe Romano - la cui portata non è possibile compensare con attingimenti di acqua dai monti. Il loro stato di questi giorni deriva certamente dalla scarsa piovosità ma anche da un abuso dell'utilizzo della loro acqua nei tratti più vicini alle sorgenti".

"E' quanto mai urgente - prosegue - che si arrivi ad una gestione coordinata delle acque dei fiumi di pianura e che le responsabilità non vengano di volta in volta rimpallate fra consorzi e genio civile".

La situazione non causa solamente la sofferenza della fauna ittica, ma secondo quanto denunciato da Romano, farebbe emergere anche vari piccoli episodi di inquinamento da sversamento di idrocarburi che spesso non sono evidenti quando la portata è a regime.

"Anche per questo - conclude - occorre una consapevolezza, dati i cambiamenti climatici ed i nuovi fabbisogni di risorse idriche, dell'importanza di maturare tutti un migliore rapporto con il territorio, a cominciare dai singoli fruitori dell'acqua dei fiumi".

 

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