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Bacio lesbo al Duca degli Abruzzi, flashmob degli studenti sabato

I ragazzi dell'istituto hanno concluso la settimana con un abbraccio collettivo nel cortile della scuola, in segno di solidarietà alle due compagne richiamate dalla preside per le loro effusioni

Si è conclusa con un abbraccio collettivo, sabato, la movimentata settimana dell'istituto Duca degli Abruzzi di Treviso.

Gli studenti del liceo hanno dato vita a un flashmob per sostenere le due ragazze richiamate dalla preside in seguito a un presunto bacio saffico scambiato nei corridoi della scuola.

Come riferisce l'Ansa, in risposta al clamore mediatico della vicenda e per evitare in futuro strumentalizzazioni, un centinaio tra gli oltre ottocento studenti hanno deciso di organizzare il loro "kissmob" in forma privata, lontano da telecamere e flash e telefonini spenti. Si è trattata di una forma simbolica di protesta e impegno contro tutte le discriminazioni sessuali e il bullismo omofobo.

All'abbraccio collettivo hanno partecipato anche alcuni docenti e le due ragazze protagoniste del caso, che però non hanno voluto prendere la parola. Nel cortile del Duca degli Abruzzi hanno spiccato tanti nastrini, cravatte e fermacapelli di colore viola, simbolo delle battaglie contro le discriminazioni, che gli studenti hanno sfoggiato durante l'intervallo della ricreazione, uscendo in uno spazio vicino al parcheggio dell'istituto.

I giovani, che hanno evitato di rispondere alle domande dei giornalisti, hanno sottolineato che non si è trattata di una protesta nei confronti dell'istituto, riconoscendo che l'intervento della preside non aveva nulla a che fare con gli orientamenti sessuali delle due compagne e prendendo quindi le distanze dalle affermazioni sui "metodi fascisti" pubblicate sui social network da alcuni ragazzi.

La preside, Maria Antonia Piva, e la sua vice, Renata Moretti, non hanno rilasciato commenti mentre i rappresentanti del corpo studentesco hanno riconosciuto alla dirigenza scolastica di aver agito nel modo giusto, richiamando soltanto le due giovani a mantenere un comportamento più rispettoso dell'istituzione scolastica, come previsto dal regolamento interno.

L'origine della vicenda ha in qualche modo diviso gli stessi liceali: alcuni degli studenti hanno criticato la leggerezza con la quale i compagni avevano raccontato i fatti su Facebook. Per questo il flashmob di protesta ha scelto di indirizzarsi genericamente verso tutte le discriminazioni sessuali.

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