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Ztl Wake Up, questura emette foglio di via per uno dei militanti

Non è la prima volta che vengono prese misure nei confronti del collettivo, in seguito alle sue iniziative. A essere raggiunto da provvedimento un esponente di Ponzano Veneto, Ruggero Sorci

Il collettivo Ztl Wake Up ha lasciato l'ex Filt Cgil di sua spontanea volontà, in attesa di poter partecipare al bando per l'assegnazione di uno spazio indetto dal Comune di Treviso, ma l'iniziativa non ha evitato che la questura prendesse provvedimenti.

E' scattato infatti il foglio di via per uno degli esponenti del gruppo Ruggero Sorci, di Ponzano Veneto, che per tre anni non potrà rientrare nel Comune di Treviso, salvo decisione contraria del Tar. Non è la prima volta che la questura risponde in questo modo alle iniziative del collettivo. Già qualche mese fa, a seguito dell'occupazione dell'ex Telecom di via Dandolo, erano state emanate misure restrittive nei confronti di alcuni attivisti.

La notizia del provvedimento ha indignato il gruppo Ztl Wake Up: "Dare un foglio di via a un ragazzo incensurato che vive in un paese di 12.000 abitanti confinante con Treviso, che ha sempre frequentato le scuole di Treviso, dove ha tutte le amicizie, e che prende normalmente il treno da Treviso per andare all'università, equivale quasi a metterlo agli arresti domiciliari - commentano gli attivisti tramite la loro pagina Facebook - Questo solo e soltanto per aver occupato e riqualificato degli spazi abbandonati al degrado, all'interno di una battaglia tutta politica che nulla ha a che fare con problemi di ordine pubblico o con una 'pericolosità sociale' comunque la si voglia definire"

"Il foglio di via può venire assegnato solo a soggetti socialmente pericolosi - sottolinea Ztl Wake Up - Ruggero non ha alcun precedente e non ha mai preso parte a episodi di violenza, allora come pensa la questura di giustificare questo provvedimento vergognoso? Nei comuni normali il foglio di via viene assegnato a mafiosi o per episodi di violenza da stadio in comuni lontani da quelli di residenza. A Treviso però la questura vuole fare anche da magistratura, come è già successo nel caso di Francesco e Simone, ormai al confino da otto mesi", conclude il collettivo, che anticipa che predisporrà un'interrogazione parlamentare per "porre un freno alle violazioni dei diritti civili a Treviso" e di avere in cantiere altre iniziative di sensibilizzazione per quanto accaduto ai compagni.

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