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Benetton: "Stop al restauro di San Teonisto, il seminario ci ricatta"

Luciano Benetton, dopo anni di scontri con i religiosi del seminario, ha deciso di abbandonare il progetto dell'architetto Scarpa

TREVISO - Era il lontano 2010 quando Luciano Benetton, patron dell'omonima azienda, acquistava l'ex chiesa di San Teonisto in via San Nicolò direttamente dal Comune. Uno stabile abbandonato da decenni e in forte stato di degrado. L'idea era di riqualificare l'intera zona, creando un nuovo polo per auditorium, concerti, incontri e mostre, in stile Palazzo Bomben e il tutto come sempre coordinato da Fondazione Benetton

L'antico edificio è però inagibile, sono obbligatori alcuni interventi di restauro per poter permettere la ripresa delle attività. Ecco allora che il progetto di recupero dello stabile viene affidato ad uno tra gli architetti di maggior fama internazionale: Tobia Scarpa. Successivamente, la Sovrintendenza concede il nulla osta ai lavori che dovrebbero partire di lì a poco, ma qui nasce un contenzioso con i religiosi della chiesa di San Nicolò. Il motivo della contesa, come riportano i quotidiani locali, sarebbe una stradina di accesso laterale nella quale dovrebbero passare e stanziare i camion dei lavori e la necessaria gru, per un periodo di circa un anno e mezzo. I religiosi però avrebbero rifiutato la concessione del passaggio affermando si tratti di un'aggravio di servitù nei loro confronti con possibili danneggiamenti agli immobili contigui di loro proprietà.

I lavori si fermano subito, impossibilitati anche solo ad iniziare. Luciano Benetton, in merito, ricorda come la richiesta al seminario sia stata avanzata ancora nel 2012, ricevendo anche l'appoggio da parte del vescovo di Treviso, il quale però non avrebbe poteri in merito, essendo una questione strettamente immobiliare. Il patron di Fondazione Benetton lamenta anche che nelle molteplici riunioni svolte negli ultimi anni i rappresentanti ecclesiastici del San Nicolò hanno sempre posto vincoli ai lavori e sollevato perplessità sullo svolgimento degli stessi. I tempi ora sono molto stretti per poter dare di nuovo il via all'opera di restauro, solo qualche giorno, ma Luciano Benetton non risulta per niente convinto che i religiosi diano una risposta positiva in così poco tempo.

Il piano B sarebbe comunque pronto: è stato previsto infatti l'utilizzo eventuale dell'ingresso principale in via San Nicolò, dovendo però interdire al traffico per molto tempo la via stessa. Una scelta che ora non pare percorribile, stante la delusione della famiglia Benetton che dopo anni di onorato lavoro, apprezzato da tutti, si sente come in trappola, bloccata dai veti dei religiosi che sottovalutano il progetto. Pare quindi che il progetto di restauro sia andato definitivamente in fumo.

LA REPLICA DI DON GUIDOLIN, RETTORE DEL SEMINARIO:

"Ormai un anno fa il Seminario ha considerato la richiesta della Fondazione Benetton di concedere l’installazione di una gru nello spazio appartenente al Seminario. Tuttavia, prima di dare l’assenso, la Fondazione ha ricevuto la richiesta scritta il 22 agosto 2013 ove si chiedevano alcune informazioni concernenti il progetto in modo da valutare le conseguenze sulla proprietà del Seminario dopo il periodo di accantieramento. Solo il 28 maggio 2014 abbiamo potuto disporre delle informazioni richieste. Dallo studio approfondito dei documenti è emerso con chiarezza che la proprietà del Seminario avrebbe avuto un significativo aggravio di servitù. Perciò il 13 giugno è stata recapitata una lettera interlocutoria che segnalava la disponibilità del Seminario a trattare le questioni sopra accennate. Questa mattina i tecnici del Seminario hanno mandato un’email con le disponibilità di calendario per fissare un incontro.
Ora apprendo con stupore dagli organi di stampa le dichiarazioni del signor Luciano Benetton di oggi. La nostra unica richiesta è che si dia inizio alla trattativa. Se Fondazione Benetton ritiene di ritirarsi dal proprio progetto lo fa per motivi propri non perché il Seminario si sia rifiutato di entrare in trattativa".

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