In Fondazione Benetton a Treviso prorogata la mostra "Lotterie, lotto, slot machines"

Sarà visitabile fino al 18 febbraio l’esposizione organizzata dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche e curata da Gherardo Ortalli che racconta la storia del gioco d’azzardo

TREVISO È stata prorogata fino a domenica 18 febbraio, negli spazi Bomben di Treviso, la mostra "Lotterie, lotto, slot machines. L’azzardo del sorteggio: storia dei giochi di fortuna", l’esposizione, organizzata dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche e curata da Gherardo Ortalli, che racconta la storia del gioco d’azzardo, dall’età moderna ai giorni nostri. Visite guidate con partenza aggregata saranno organizzate alle ore 11 di domenica 7–14– 21–28 gennaio e domenica 4–11–18 febbraio.

«Il giocare pervade ogni aspetto e momento di vita delle società e della loro storia» spiega Gherardo Ortalli «ingenuità e complessità del gioco sono elementi che si mescolano in molti modi e una sua espressione particolare, da seguire con attenzione per le sue ricadute sociali, è il combinarsi del gioco col denaro, la puntata, la sorte, la scommessa. In sostanza, il gioco d’azzardo è un aspetto che accompagna la vita delle società da sempre, sia pure in forme diverse e più o meno regolate. D’altra parte è indubbia la sua pericolosità: l’attualità della ludopatia (la malattia del gioco di denaro) è la prova dei problemi che possono nascere con pesanti conseguenze. Non si deve tuttavia pensare che il problema dell’azzardo sia cosa di oggi. L’invenzione dei dadi come gioco di sorte veniva fatta risalire dalla cultura classica al tempo della guerra di Troia».

Questa mostra intende mettere in luce per campioni, con l’esposizione di selezionate testimonianze, come si siano sviluppate nei secoli le pratiche del gioco di fortuna e come abbia operato il controllo pubblico (e in Italia in particolare) nello sforzo di regolarlo. Questo ha significato anche vedere come le pubbliche finanze abbiano da sempre ricavato un utile finanziario dal controllo, dalla concessione o dal divieto del gioco. Le entrate diventano introiti fondamentali sia per i momenti più difficili (per esempio le lotterie in tempi di guerra e patriottiche), ma anche per imprese di pubblico interesse, come nel caso, per esempio, degli introiti del lotto che nella Roma pontificia sono serviti dal Settecento per la bonifica delle Paludi Pontine o per la Fontana di Trevi o per il Palazzo della Consulta (oggi sede della Corte Costituzionale).

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In mostra si possono vedere importanti opere, oggetti e documenti arrivati da collezioni italiane e straniere. Dai Musei Civici di Treviso è giunta la grandiosa Estrazione del gioco del lotto in piazza San Marco, capolavoro di Eugenio Bosa. Grazie alla collaborazione con il Polo Museale del Veneto-Museo Nazionale Collezione Salce sono esposti alcuni manifesti pubblicitari di inizio Novecento. Documenti e giochi antichi provengono dall’archivio della Lotteria Nazionale Belga di Bruxelles così come dalla Collezione Valvassori della Biblioteca Classense di Ravenna, dalla Collezione Alberto Milano, da quella del collezionista bolognese Silvio Berardi, e di studiosi come lo stesso Gherardo Ortalli, Alberto Fiorin e Manfred Zollinger, nonché dalla fabbrica di carte da gioco Dal Negro.

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