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Il luogo dell'omicidio di Fontane e la vittima

Il luogo dell'omicidio di Fontane e la vittima

Omicidio di Fontane, revocato il permesso di soggiorno a uno dei presunti killer

Il provvedimento della Questura nei confronti di Rubin Xhika, l'albanese 28enne indagato dalla Procura di Treviso per i reati di concorso in omicidio volontario e lesioni aggravate per l'omicidio di Igor Ojovanu, il 20enne moldavo trucidato nel settembre scorso

Via dall'Italia in caso di condanna, con espulsione che sarebbe immediata al termine della detenzione. Lo scorso maggio la Questura di Treviso ha notificato la revoca del permesso di soggiorno a Rubin Xhika, l'albanese 28enne indagato dalla Procura di Treviso per i reati di concorso in omicidio volontario e lesioni aggravate in relazione all'omicidio di Igor Ojovanu, il 20enne moldavo ucciso con una coltellata alla schiena la sera del 29 settembre a Fontane di Villorba mentre era con gli amici con cui stava festeggiando un addio al celibato. Il provvedimento amministrativo è stato emesso in considerazione "del livello di pericolosità" dell'albanese, che il prossimo 22 luglio si presenterà in udienza preliminare insieme all'altro indagato, il 26enne romeno Florin Stingaciu che gli inquirenti ritengono sia quello dei due che ha sferrato la coltellata risultata fatale al 20enne moldavo.

Contro la revoca del permesso di soggiorno, che Xhika aveva ottenuto per ragioni familiari (la moglie vive e lavora nella Marca) il suo difensore, l'avvocato Alessandra Nava, ha già predisposto il ricorso al Tar del Veneto. «Quello della Questura trevigiana - ha spiegato il legale - è un provvedimento adottato quando Rubin Xhika si trovava ancora in custodia cautelare nel penitenziario di S. Bona. Ora però, dopo la concessione degli arresti domiciliari, la sua situazione è evidentemente cambiata in maniera importante. Lo dico anche dal punto di vista processuale, considerato che gli elementi in nostro possesso ci portano alla conclusione che i fatti di quella sera furono il tremendo epilogo di una rissa e non di una aggressione premeditata».

Per Xhika la revoca del permesso di soggiorno significa un netto peggioramento della sua già delicata situazione In caso di condanna a pene detentive ll 28enne, perdendo il diritto alla permanenza nel nostro Paese, non potrebbe infatti chiedere misure alternative al carcere e oppure l'affidamento in prova non avendo più la possibilità di ottenere la residenza regolare o un lavoro.

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